L’osservatorio di Cibis: L’idea pazza: Dionisi per l’Udinese Runjaic sulla panchina del Watford

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Che sia la soluzione giusta? L’ha suggerita un tifoso invitando i Pozzo a estendere al settore tecnico il travaso sull’asse Udine-Watford, da tempo in atto alla voce giocatori. Entrambe le creature della Famiglia vanno male, stanno precipitando in un pozzo di disperazione e, come sempre accade, gli allenatori sono sulla graticola. Cercansi sostituti, che peserebbero assai sui bilanci se fossero di un certo lignaggio. Ecco, allora, per calmare tifoserie inferocite, la fantasiosa idea che taglia la testa al toro: Alessio Dionisi, contestatissimo condottiero del Watford, da dirottare sulla panchina dell’Udinese, e Kosta Runjaic, ormai bruciato sulla piazza friulana, spedito a Londra a sollevare gli Hornets. Sembra fantacalcio, sembra…

In questa fase di collasso prolungato, dopo la settima sconfitta nelle ultime otto partite per mano di una Roma scatenata (2-5), a stupire non è tanto il tentativo di Runjaic di dispensare un minimo di ottimismo secondo un copione stantio che non convince più nessuno, quanto il silenzio della società. Mandano a parlare il diciottenne Matteo Palma, bravo ragazzo,il solo che riesce a mettere assieme in italiano una frase di senso compiuto, oppure capitan Karlstrom che in tre anni è riuscito a memorizzare una ventina di parole nella nostra lingua. Non si sentono i Pozzo, il plenipotenziario tecnico Nani gira al largo avendo esaurito gli argomenti, Gokhan Inler aspetta dall’alto imbeccate che non arrivano. Le ultime apparizioni sono state quelle per celebrare l’arrivo di Alaba, il trentaquattrenne campione dato in pasto al popolo bianconero che ha ballato per mezz’ora prima di accomodarsi in infermeria con un polpaccio lesionato. Specchietti per le allodole.

Nella partita con la Roma Runjaic ha sfiorato il massimo della presunzione. Sì, perché quest’uomo, così pacioso e in apparenza accomodante, in realtà è un presuntuoso, forse un tantino megalomane, di certo non possiede il senso della realtà. Alla vigilia, descrivendo i valori della Lupa di Gasperini, aveva annunciato un copione “uomo contro uomo” a tutto campo. Ma come! Vuoi affrontare la Roma, questa Roma che viaggia sulle ali del secondo attacco più prolifico del campionato, alla pari? C’è un abisso di qualità tra gli uomini, non c’è un duello che penda dalla parte bianconera, per non parlare dell’assetto generale di squadra e della condizione psicologica, alle stelle quella romanista, sotto i tacchi quella dell’Udinese. Runjaic ha voluto fare il gradasso finendo per mandare al macello la sua squadra. Doveva essere altro la strategia. Almeno cominciare con una squadra raccolta, così da ostruire gli spazi offensivi ai giallorossi, e vedere come si mettevano le cose. Con cinque cambi in canna ci sarebbe stato modo e tempo per cambiare il copione. I cambi sono arrivati a ripresa avanzata quando non era immaginabile che la Roma bruciasse lo 0-4 del primo tempo.

Senza più nulla da perdere, e con la Roma che aveva abbassato i ritmi votandosi al controllo, i bianconeri due gol li hanno fatti salvando l’onore, come si diceva una volta. Zaniolo, in ribattino, ha segnato il primo gol stagionale; e c’è stata la prima volta assoluta per Matteo Palma, che quella rete è andato a cercarla con volontà, quasi con ferocia. In questo modo ha voluto rimediare al duello aereo perso con l’esperto Cristante da Casarsa dopo 10 minuti, il momento in cui la partita ha preso una strada senza ritorno.

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Da Redazione 1

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