L’osservatorio di Cibis: Un’Udinese fragile e sciagurata – Davis malato vero o immaginario?

Udinese fragile, sciagurata, inconcludente, sfortunata.

Tutti questi aggettivi per dipingere un avvio di campionato decisamente problematico per la squadra di Runjaic, incappata nella terza sconfitta consecutiva e ferma ai 4 punti incassati nelle prime due partite stagionali. Alla prova dei fatti, una squadra teoricamente costruita bene, al punto da autorizzare qualche previsione promettente del suo cauto condottiero, si sta sciogliendo come burro nella padella. È il secondo ko sulle zolle di casa: al Friuli era già passata la Lazio, stavolta a fare il colpo (0-1) è stato il Cagliari, sfruttando un regalo dei bianconeri e poi dando dimostrazione di una solidità difensiva eccellente, dal portiere Caprile fino agli attaccanti, tutti propensi al rientro e alla copertura.

Guardiamo qualche dato per dare la misura: dopo cinque partite il Cagliari si ritrova con 12 punti, avendo segnato cinque reti e subite soltanto due. Più cinici di così non si può, ma sarebbe riduttivo ricondurre il magic moment dei sardi a una casualità: si nota un progetto, un disegno, una traccia estremamente concreta. L’Udinese, invece, è ancora di là da venire, condizionata da troppe problematiche.

FRAGILE – Davis, ancora fuori, ha chiesto il cambio dopo 35 minuti toccandosi la coscia. Ennesimo infortunio, reale o solo nella testa del centravanti inglese che, non appena avverte una “puntatina”, si blocca? Non ci sono più gli indistruttibili inglesi di una volta, verrebbe da dire! Malato reale o malato immaginario? È arrivato il momento di capire come stanno le cose; anzi, sarebbe stato il caso di pensarci prima, dotando la squadra di un’altra prima punta affidabile anziché farcirla di trequartisti e mezzi attaccanti che agiscono nelle zone periferiche e non incidono. Il tutto facendo salvo il valore di Gueye, il ragazzo senegalese che ha tutto per sfondare, meno, per adesso, la cattiveria e il mestiere che si richiedono a una prima punta.

E Udinese ancora fragile in Nicolò Zaniolo, che, un mese dopo lo stiramento, si ripresenta sulla scena arrugginito, forse deconcentrato, però sempre lui quanto alla fragilità nervosa che lo rende involuto. Ha avuto sul sinistro, dal dischetto, la possibilità di bagnare con il gol la fresca chiamata di Mancini in azzurro, ma ha ciccato clamorosamente la conclusione che avrebbe portato in vantaggio i bianconeri. E pure il resto non è stato all’altezza della fama. Perché Runjaic lo abbia schierato dall’inizio non è dato sapere: forse per lustrarlo in vista dell’azzurro, forse per usarlo come deterrente… Fatto sta che è risultato più incisivo nella ripresa il subentrato Chakvetadze che, col senno di poi, sarebbe stato meglio inserire all’inizio, per lasciare a Zaniolo la mezz’ora finale a gara inquadrata.

SCIAGURATA – Sommi il più giovane e il più vecchio, ne esce la frittatona. Miller, che disponeva di dieci altre soluzioni per gestire quel pallone, decide per un retropassaggio fuori misura e troppo forte che prende in contropiede Kabasele, il quale magari si aspetta che esca Okoye, che invece resta inchiodato… E intanto Daniel Maldini s’inserisce e scarta il più invitante dei regali. Dai, non si possono prendere gol così! In cinque partite sono ben 11 quelli subiti dall’Udinese a fronte degli 8 realizzati, segno di un equilibrio che non è stato ancora trovato, di una compattezza di là da venire. Anche se va rimarcato che, nell’occasione, il Cagliari è stato tenuto a debita distanza e che Okoye ha lasciato il campo con i guantoni immacolati.

FUTURO – Nonostante tutto, Runjaic non perde l’aplomb dell’uomo sicuro di sé e ottimista: «Sono convinto che aumenteremo il livello delle prestazioni e faremo molti punti. Ricordo che nella stagione 2022-23 l’Udinese ha vinto molto all’inizio e poi ha concluso con soli 46 punti».

Si è spinto più in profondità Inler nella sua analisi: «L’obiettivo è far capire alla squadra che non si deve solo pensare a giocare bene, ma anche a essere concreti e a fare punti. Abbiamo perso tre partite di fila e questo non ci piace. Nel secondo tempo non siamo riusciti a buttare dentro il pallone; le occasioni le abbiamo avute, la squadra ha lottato, ma è mancato qualcosa».

Sono tutte verità da consegnare al tempo. Le prossime tre settimane di sosta serviranno per riflessioni, per rifiniture, per reinserire chi stava ai box: ripresentarsi con Solet, Palma e Piotrowski, oltre a Zaniolo sperabilmente rigenerato dall’azzurro, dovrebbe dare rinnovato vigore e convinzione. Come dire che la vera stagione bianconera comincerà lunedì 12 ottobre a Torino, sul campo dei granata.

Udinese Cagliari Il tiro di Davis esce di poco
Udinese Cagliari Miller allontanato dal pallone
Udinese Cagliari Davis in pausa riflessiva
Udinese Cagliari – Hassan ostacolato cerca di far convergere la palla in campo.

Da Redazione 1

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