«Ho vissuto tante esperienze e ho vinto tanto nella mia carriera, ma
una cosa non è cambiata: voglio vincere ancora, voglio competere
ancora. E voglio ottenere ancora qualcosa di speciale. Questa è la
mentalità che porto all’Udinese».
Sono le prime parole da bianconero del viennese David Alaba, 34 anni,
la grande sorpresa di fine settembre che l’Udinese ha fatto ai suoi
tifosi. Mentre quasi tutti concordavano sul fatto che servisse un
qualche vice Davis, stante la salute ballerina del centravanti
inglese, l’Udinese ha focalizzato l’attenzione sulla retroguardia, che
ha beccato ben 11 gol nelle prime cinque partite. Così si è assicurata
un difensore glorioso e di lungo corso tra Bayern Monaco e Real
Madrid, pieno di medaglie e di coppe, tra cui quattro Champions
League. Insomma, uno dei calciatori più vincenti e prestigiosi del
panorama internazionale, nonché versatile potendo ricoprire tutti i
ruoli della difesa e adattarsi pure come elemento di centrocampo.
“Capitano e punto di riferimento della Nazionale austriaca da oltre un
decennio (117 presenze e 15 reti segnate con 2 partecipazioni agli
Europei ed una all’ultimo Mondiale), Alaba porta a Udine – si legge
nel sito della società bianconera – esperienza, personalità e una
mentalità vincente maturata sui più grandi palcoscenici del calcio
mondiale. L’arrivo di un campione di questo calibro rappresenta una
chiara testimonianza delle ambizioni dell’Udinese: la società ha
voluto compiere un investimento di grande prestigio per rafforzare il
progetto sportivo e offrire ai propri tifosi un giocatore capace di
fare la differenza”.
Svincolato dal Real Madrid, con la cui maglia nella passata stagione
ha disputato soltanto 11 partite per scelta tecnica e infortuni, Alaba
ha firmato con l’Udinese un contratto annuale di cui non è stata resa
nota l’entità. Al Real percepiva una decina di milioni l’anno,
all’Udinese dovrebbe allinearsi al tetto massimo rappresentato
dall’ingaggio di Zaniolo, 1,8 milioni più bonus legati alle presenze.
A 34 anni il fisico comincia a cedere e nel recente passato di Alaba
figura più di qualche stop anche prolungato per infortuni muscolari.
Ciò, tuttavia, non ha scoraggiato l’Udinese dal proposito di inserirlo
nella propria rosa anche nella convinzione di disporre di uno staff
medico e di preparatori di alto livello in grado di gestire situazioni
particolari, come a esempio prendersi cura dei delicati muscoli di
Davis.
Ma deve esserci dell’altro ad aver invogliato Alaba a scegliere Udine,
oltre alla vicinanza con l’Austria: per esempio la prospettiva di un
futuro impiego nella holding dei Pozzo, per una scelta che ha escluso
altre possibili destinazioni più prestigiose e remunerative sia in
Italia che nella stessa Austria.
Alaba, che spenderà le prime settimane in Friuli per rifinire la
condizione atletica, ha già parlato con Runjaic dicendosi disponibile
ad assecondare indicazioni e necessità del tecnico. Può giocare
centrale difensivo, nel ruolo oggi occupato da Kabasele, o come
braccetto di sinistra dove agisce Solet ormai pronto al rientro. Certo
che un tris difensivo formato da Abankwah, Alaba e Solet
rappresenterebbe un bel muro da valicare per gli avversari dei
bianconeri, per non dire della spinta e della personalità che
giocatori di quel calibro sono in grado di trasmettere a tutta la
squadra. Il sacrificato, nel caso, sarebbe il giovane e promettente
Palma, così come Kabasele rientrerebbe dietro le quinte. Ma c’è un
altro scenario da considerare, la possibilità cioè che a gennaio Solet
spicchi il volo verso uno dei club che non hanno affondato il colpo
nel mercato estivo. Nel qual caso, l’Udinese sarebbe comunque coperta.
I.C.


