L’osservatorio di Cibis: Un’Udinese più compatta attorno a Davis e Zaniolo

A pochi giorni dalla prima del nuovo campionato – trentaduesimo consecutivo in Serie A e quarantesimo dell’era Pozzo – la voce uscite del nuovo progetto, quello del Runjaic 3, dovrebbe essersi esaurita, salvo operazioni minori per piazzare qualche esubero nell’ultimissimo segmento di mercato. Con le cessioni di Atta e di Kristensen l’Udinese ha introitato una cinquantina di milioni che sono stati parzialmente reinvestiti per consegnare a Runjaic un organico che a prima vista appare equilibrato e in sintonia con il modulo che l’allenatore tedesco, sulla scia degli esperimenti nell’ultima parte della passata stagione, adotterà in questo campionato, ossia il 3-4-2-1, con una superiore leggera propensione al gioco offensivo e di transizione, e un migliore presidio nella metà campo avversaria in fase di pressione.

INNESTI POCHI MA BUONI – In quest’ottica vanno viste le immissioni di elementi come Chakvetadze e Unai Gomez, trequartisti che vanno ad aggiungersi a Zaniolo ed Ekkelenkamp come supporto e alternativa al terminale offensivo Davis, il quale ha cominciato la stagione nel modo più promettente andando a segno (un bel gol, con un diagonale millimetrico) nella vittoriosa partita di Coppa Italia contro il Padova. Entrambi i nuovi non possiedono grande confidenza con il gol, così come il terzo nuovo arrivo di spessore, Vojvoda, un esterno di esperienza destinato a giocarsi la maglia sulla corsia destra con Zanoli, quando rientrerà.

I SOLITI NOTI – Globalmente, il tasso qualitativo generale pare essersi innalzato generando soluzioni funzionali alla migliore resa sia di Davis sia di Zaniolo, dai quali dipenderà buona parte delle fortune stagionali. Il centravanti, dopo una buona preparazione, appare tirato a lucido con l’obiettivo di ripetersi in doppia cifra e di migliorare le 10 segnature (4 su rigore) della passata stagione, così come Zaniolo ha in canna qualcosa di più delle cinque reti con cui ha chiuso lo scorso campionato, basta che abbandoni certe leziosità per votarsi a una maggiore concretezza. Con Atta e Kristensen se ne sono andati anche otto gol, i cinque del francese e i tre del difensore danese. A limare il gap dovrà pensarci pure Ekkelenkamp, elemento prezioso di raccordo e inserimento che è sempre andato in crescendo: tre reti due anni fa, cinque nel passato campionato. Non c’è da aspettarsi granché da Buksa, i suoi limiti sono noti, mentre va seguito con interesse Gueye, giovanissimo in odore di esplosione.

DIFESA: GIOVANI IN RAMPA – A proposito di progressi, la seconda stagione di Runjaic ha visto un sensibile miglioramento anche nella fase difensiva: l’Udinese ha subito 48 reti (21 in casa) contro le 56 del campionato precedente. Se si vorrà scalare la classifica oltre il 10° posto ereditato a fine maggio bisognerà fare ancora meglio. L’obiettivo appare alla portata se pensiamo che tra i pali avremo da subito Okoye, mentre nelle prime sei gare della scorsa stagione l’Udinese dovette affidarsi, per lo stop del titolare, all’incerto Sava. Il reparto è ben presidiato dal veterano Kabasele e soprattutto da Solet, elemento di livello decisamente superiore al quale l’Inter, potenziale acquirente, ha fatto una cattiva réclame adombrando non meglio precisati problemi alle ginocchia. E l’Udinese se lo tiene ben volentieri, il pubblico del Friuli ne ha fatto un beniamino ammirato della sua forza difensiva e delle sue puntate irresistibili verso l’area avversaria.

Attorno ai due pilastri potranno ruotare i giovani. In Coppa, Runjaic ha osato un esperimento ardito, affidandosi per tutta la partita al diciottenne Palma come perno centrale e schierando il potente Abankwah alla sua destra. Attenti, tempestivi, aggressivi, se la sono cavata tutto sommato bene. E in panchina stavano Kabasele, Bertola, Mlacic, Ebosse… Come dire che non mancano gli interpreti affidabili per il reparto difensivo, anche se Runjaic non si fida ancora del tutto e per questo è probabile l’arrivo di un vecchio marpione come il trentaquattrenne serbo Gudelj, svincolato dal Siviglia, da schierare in alternativa a Kabasele e jolly d’esperienza per il reparto.

MA LOVRIC RESTA? – In mediana, dove l’elemento irrinunciabile resta capitan Karlstrom, c’è poco da segnalare, se non la riapparizione di Lovric dopo l’esperienza (poco felice) in prestito al Verona. Lovric è rientrato con la voglia matta di restare, di rendersi utile, di riprendersi una maglia che ha sempre amato. Fossimo in Runjaic ci penseremmo due volte prima di indicargli ancora la porta d’uscita.

VOJVODA, ECCO IL TUO COMO – In questa cornice si inserisce la prima di campionato ormai alle porte: sabato alle 18.30 vedremo al Friuli il nuovo Como di Fabregas, il Como da Champions. Nell’aprile scorso, giorno di Pasquetta, l’Udinese fece una signora partita contro i lariani nonostante l’assenza di Davis, sorretta da un Kabasele monumentale. Finì 0-0 e l’unica buona occasione il Como l’ebbe nel finale con il subentrato Vojvoda, che piazzò alto il più agevole dei pallonetti. Sì, proprio il Vojvoda che l’Udinese ha appena preso. Stavolta, ragazzo, se ti capita la palla buona buttala dentro, per piacere.

I due allenatori del Padova e dell’Udinese. Calabro mentre fa uno sguardo simpatico a Runjaic

I due allenatori del Padova e dell’Udinese. All. Calabro  e All. Runjaic
Zaniolo in azione
i tifosi dell’Udinese spostati dalla classica curva Nord.
Davis
Keinan Davis mentre passa la palla a Jurgen Ekkelenkamp
Un cartellino giallo di troppo

28. Oumar SOLET
Udinese Padova ,#Udinese Padova
Vojvoda tra i giocatori più impegnati
L’allenatore dell’Udinese Kosta Runjaić divertito forse per la facile vittoria.
il gruppo di giocatori dell’Udinese ritorna a centrocampo dopo aver festeggiato il gol di Davis.
La staffilata di Davis era così forte da farlo sbilanciare e quindi cadere.
Davis dopo il gol non sapeva dove andare e così Hassane Kamara accenna un timido saluto.

Da Redazione 1

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