Gorizia e Gradisca diventano capitali delle evoluzioni anni ’70: al via le mostre su Arte, Moda e Design

Gorizia e Gradisca diventano capitali delle evoluzioni anni '70: al via le mostre su Arte, Moda e Design

GORIZIA / GRADISCA D’ISONZO – Un viaggio ravvicinato nella memoria visiva, sociale e culturale dell’Italia del secondo dopoguerra. Dal 27 giugno, il Friuli Venezia Giulia torna al centro della scena espositiva nazionale con l’apertura di due importanti mostre collegate, promosse dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale (ERPAC FVG), volte a indagare le profonde trasformazioni di un decennio complesso e straordinariamente fertile: gli anni Settanta.

L’iniziativa, che segue il successo dei precedenti appuntamenti dedicati agli anni Cinquanta e Sessanta, si articola in due grandi percorsi paralleli tra Gorizia e Gradisca d’Isonzo, ponendosi come una chiave di lettura fondamentale per comprendere le radici della nostra contemporaneità.

A Gorizia la creatività diventa “antidoto” contro le tensioni del tempo

Nelle prestigiose sale di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia si apre la mostra “Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design”. Curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci, con l’allestimento firmato dallo studio Roberto Festi, l’esposizione mette in luce il fitto dialogo e le reciproche influenze tra tre linguaggi creativi cruciali, sullo sfondo di un’epoca segnata da radicali mutamenti economici e politici.

Il percorso espositivo si snoda attraverso tre anime principali:

  • Le Arti Visive: Accanto a maestri come Alberto Burri e Afro, la mostra presenta protagonisti della ricerca concettuale e pittorica del calibro di Gino De Dominicis, Giorgio Griffa, Carlo Ciussi e Getulio Alviani, fino all’installazione ambientale di Michelangelo Pistoletto e alle linee dinamiche di Ugo Nespolo.
  • La Rivoluzione della Moda: È il decennio del passaggio dall’alto artigianato al prêt-à-porter industriale e della nascita della figura dello “stilista”, termine coniato per Walter Albini. In mostra spiccano il cappotto-scultura Crettodi Roberto Capucci, le geometrie colorate di Missoni, la rivoluzionaria giacca destrutturata di Giorgio Armani e lo stile pop-underground di Elio Fiorucci.
  • L’Audacia del Design: Dalle sperimentazioni con le materie plastiche alla nascita del design ironico e “nomade”. Iconica la monumentale poltrona Joe (a forma di guantone da baseball) del trio De Pas-D’Urbino-Lomazzi, affiancata dal rigore della calcolatrice Divisumma 18 di Mario Bellini per Olivetti e dalle creazioni di Ettore Sottsass jr, Gae Aulenti, Enzo Mari e Gabriella Crespi.

Gradisca d’Isonzo celebra le avanguardie del territorio

Parallelamente, la Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo ospita il progetto “FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70”. Frutto di un’estesa ricerca d’archivio tra istituzioni pubbliche e private (tra cui il Museo Revoltella e il Centro Cultura Pordenone), la rassegna punta a ricostruire il panorama artistico di una regione che storicamente è stata crocevia delle avanguardie.

Il programma si articolerà in diverse fasi ed eventi collaterali fino al 2027:

  1. Dal 27 giugno al 19 luglio: “Per una nuova Galleria”, focus sulle origini della Galleria Spazzapan.
  2. Dal 23 luglio al 29 novembre: “Nuovi modelli di ricerca”, una mappatura delle esperienze artistiche regionali suddivise per nuclei geografici.
  3. Il culmine il 15 gennaio 2027: Un evento speciale per il 50° anniversario della fondazione della Galleria, che richiamerà studiosi, artisti e istituzioni.

Le dichiarazioni

«Giunge alla terza tappa il viaggio nella creatività italiana della seconda metà del Novecento, un format ideato da ERPAC FVG che mette a dialogo arte, moda e design.» — Raffaella Sgubin, Direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici di ERPAC e curatrice.

«Questo progetto affronta un periodo complesso e straordinariamente fertile, nel quale arte, moda e design hanno saputo interpretare i profondi cambiamenti della società, trasformando le difficoltà e le tensioni del tempo in occasioni di innovazione.» — Lydia Alessio – Vernì, Direttrice generale di ERPAC.

«Questa esposizione rappresenta un ulteriore tassello della strategia con cui il Friuli Venezia Giulia investe nella cultura come strumento di crescita. Gorizia, simbolo della cultura di frontiera, si conferma luogo privilegiato di incontro tra esperienze e visioni europee.» — Mario Anzil, Vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Da Redazione 1

https://www.facebook.com/udineselife/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *