Comincia il Far East Film Festival a Udine, manifestazione numero 28, sempre ricchissima del colore multietnico del vicino-lontano Oriente.
Molti giovani in sala, molta attesa, come sempre ripagata da una festa della fotografia e del racconto di un mondo che per nove giorni ogni anno diventa anche un pezzo di casa nostra. Ogni film è presentato e concluso tra gli applausi, perché queste opere rappresentano il meglio della produzione dei vari Paesi presenti.
Il primo film che abbiamo visto, Hula Girls di Lee Sang-il (giapponese), racconta la storia di un gruppo di danzatrici che hanno risollevato le sorti di una zona mineraria in via di chiusura produttiva. Il sogno si avvera: una storia autentica degli anni Sessanta.
Il secondo, Under the Open Sky, sempre giapponese, ci porta a conoscere la vita di un ex carcerato che cerca, con il lavoro onesto, di rientrare nel consorzio civile.
Dopo i due film iniziali è avvenuta l’inaugurazione ufficiale con le autorità della Regione e della città di Udine. Una festa che continua; una manifestazione di alto profilo internazionale.
Vito Sutto



