Tanti giovani aprono aziende artigiane in un anno 2000 imprese

Gemona 28 marzo – In un solo anno, nel 2025, sono nate 1957 nuove aziende artigiane in Friuli Venezia Giulia, confermando un trend positivo tra chiusure e aperture che sta durando da un paio d’anni. Ad aprire sono soprattutto giovani e in settori diversi. Un fenomeno che si conferma dalle rilevazioni statistiche: su tre aziende che avviano l’attività in Friuli Venezia Giulia una è giovane e artigiana.

È con questi segnali di dinamicità che oggi Confartigianato Imprese Udine ha festeggiato all’Isis D’Aronco di Gemona la festa di San Giuseppe Artigiano, consegnando 26 tra premi e riconoscimenti ad aziende e imprenditori ciascuno con una storia di operosità e successo. Tra questi, il gemonese Giovanni Roncastri titolare di una storica (1933) officina meccanica.

«Luoghi doppiamente significativi – ha affermato il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti -: una città simbolo di quella operosità e solidarietà di cui cinquant’anni fa gli artigiani furono immediatamente testimoni, dopo le scosse; una scuola tecnica e professionale cui guardiamo perché è qui che si costruisce la risposta più profonda e lungimirante per affrontare le importanti sfide geopolitiche e geoeconomiche che stiamo vivendo in questo frangente». Riguardo alle conseguenze del conflitto in corso in Iran, Tilatti ha sottolineato che «questa guerra danneggia tutti e, quindi, le ripercussioni ci sono anche sul settore artigiano, soprattutto per quanto riguarda i costi energetici. San Giuseppe Artigiano illumini chi ha potere decisionale, perché anche questa guerra cessi al più presto. Abbiamo bisogno tutti di pace per continuare a costruire futuro». 

A sottolineare la forza dell’unità associativa nell’affrontare il dramma di cinquant’anni fa e gli orizzonti attuali, è stato il presidente di Confartigianato nazionale, Marco Granelli, che ha aggiunto: «Le nostre aziende sono la prima Università del “saper fare” guardiamo negli occhi i giovani, perché la nostra missione ora è appassionarli al lavoro artigiano, sapendo che l’Ai può potenziarlo solo se è fondato sui valori che ci caratterizzano: coraggio e solidarietà».

Del valore dell’artigianato nell’economia regionale e dell’attenzione che la Regione ha per questa dimensione d’impresa hanno parlato l’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli (la sintesi degli interventi reperibili sul sito web della Regione Fvg). Il sindaco di Gemona, Roberto Revelant ha espresso la soddisfazione di poter confermare anche in questa circostanza il legame profondo che lega la città allo spirito artigiano. Il saluto del territorio ospitante lo ha dato Lucio Copetti, vicepresidente dell’Alto Friuli di Confartigianato Udine, che è stato promotore della scelta dell’Isis D’Aronco quale sede della celebrazione della ricorrenza.

Il valore sociale dell’impresa artigiana, oltreché quello economico,  è stato messo a fuoco dal presidente della Camera di Commercio di Pordenone e Udine, Giovani Da Pozzo. «L’impresa artigiana – ha detto – ha nel Dna il legame con il territorio, non delocalizza ed è sinonimo di benessere, sicurezza e welfare nei nostri paesi». 

Una presenza diffusa e una capacità di resistere ad anni complessi investendo e proseguendo nel dare risposta alle necessità di prossimità è stata testimoniata dagli interventi di tutti i rappresentanti territoriali dell’associazione di categoria: Silvano Pascolo presidente di Confartigianato Pordenone, Ariano Medeot, presidente di Confartigianato Gorizia e di Cata Fvg, Lino Calcina, presidente di Confartigianato Trieste e vicepresidente di Confartigianato Fvg. 

Struttura portante dell’economia regionale, l’artigianato Fvg a Gemona ha messo in evidenza anche la sua capacità relazionale con il resto dell’economia e i soggetti promotori di sviluppo sul territorio. Sono infatti intervenuti il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, che ha sottolineato la necessità di rimettere al centro «la cultura del lavoro» per «non subire lo scenario complesso e difficile in cui viviamo e la tecnologia sempre più avanzata d’importazione»; il delegato dell’Università di Udine, il professor Andrea Cafarelli, che ha definito il Friuli «un forziere di valori di cui gli artigiani sono depositari»; il vice presidente di Anci Fvg, Gabriele Bressan, che ha confermato «l’importanza di continuare la fattiva collaborazione che esiste tra amministrazioni comunali e associazioni artigiane. Siete un supporto fondamentale – ha detto – per affrontare le innovazioni strutturali oggi necessarie: digitalizzazione intelligente, rigenerazione urbana, transizione energetica».  

A rappresentare un’ulteriore voce artigiana, il presidente regionale di Cna, Maurizio Meletti, che ha sottolineato «l’esperienza positiva di collaborazione fra associazioni imprenditoriali che si vive in Friuli Venezia Giulia, per nulla scontata come si riscontra in altre regioni italiane». 

Alla fine del 1975 l’artigianato del Friuli Venezia Giulia non era una realtà marginale, ma un settore diffuso: 29mila aziende e 70mila addetti. La sola provincia di Udine contava 14mila imprese e oltre 35mila lavoratori. Dopo la scossa del 6 maggio del ’76, gli artigiani contarono 2.800 aziende danneggiate e 450 distrutte, cui si aggiungeva il dramma della perdita di macchinari, mezzi e magazzino. 

A fine 2025 le imprese artigiane attive in Friuli Venezia Giulia erano 27.704 con oltre 70mila addetti. L’artigianato rappresenta il 32% delle impese. Nelle province di Udine e Pordenone è attivo oltre il 74% dell’artigianato Fvg. 

IN ALLEGATO: 1) l’intervento integrale del presidente Graziano Tilatti che ha ripercorso il ruolo dell’artigianato dall’immediato post terremoto ad oggi. 2) Foto evento

PhotoLife Udine
PhotoLife Udine
PhotoLife Udine
PhotoLife Udine

Da Redazione 1

https://www.facebook.com/udineselife/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *