VILLACACCIA DI LESTIZZA – Come reagì l’anima profonda del Friuli davanti all’apocalisse del terremoto? Fu solo preghiera o ci fu spazio per l’antico sapere magico-contadino? Sono queste le domande al centro di “A flagjelo taramoto liberanus Domine”, il secondo appuntamento della 29ª edizione della rassegna “In File”, che si terrà domenica 15 febbraio alle ore 16:00 presso la sede dell’Associazione Culturale Colonos.
Il dialogo: tra sacro e profano
L’incontro vedrà protagonisti l’antropologo Gian Paolo Gri e don Romano Michelotti, in un confronto che esplorerà il confine sottile tra la devozione religiosa e le credenze popolari. Ad arricchire la riflessione sarà un contributo audio d’archivio di don Antonio Bellina, che risuonerà tra le mura della vecchia stalla, luogo simbolo della civiltà contadina.
«Il mondo contadino aveva una sua profonda razionalità», spiega Gian Paolo Gri, anticipando i temi del dibattito. «Di fronte al male, oltre ai santi e alle processioni, esistevano pratiche curative millenarie e figure alternative a preti e medici. La sventura poteva essere letta come destino, ma anche come “fattura” o malocchio». Un’analisi che promette di scardinare i cliché sulla superstizione, riportando alla luce la complessità sociale di un popolo ferito.
“Un paese di macerie e primule”
Il tema scelto per l’edizione 2026 della rassegna, diretta da Federico Rossi, è emblematico: “Un paese di macerie e primule”. A cinquant’anni dal sisma del ’76, l’obiettivo non è la semplice commemorazione, ma un’analisi critica della mutazione del Friuli.
«Ci interroghiamo se, qualora quella tragedia accadesse oggi, ci sarebbero ancora le condizioni per realizzare l’epica impresa della ricostruzione», sottolinea Rossi. «Vogliamo andare oltre la cronaca, allargando l’orizzonte ad aspetti storici, antropologici ed esistenziali».
L’arte di Tonino Cragnolini
Ad accompagnare il ciclo di incontri è la mostra “Ribaltons furlans”, dedicata a Tonino Cragnolini (1937-2014). Il progetto, coordinato da Michele Bazzana con la Stamperia d’arte Albicocco, espone una serie di incisioni dal segno scarno e grottesco. Le opere documentano i traumi della storia friulana: dal terremoto all’assassinio del patriarca Bertrando, fino alla “Crudel Zoiba Grassa”. La mostra resterà visitabile fino al 15 marzo in occasione degli eventi in calendario.
In sintesi:
- Cosa: Incontro “A flagjelo taramoto liberanus Domine” (Rassegna In File).
- Quando: Domenica 15 febbraio, ore 16:00.
- Dove: Avilla di Lestizza (UD), Associazione Culturale Colonos.
- Interventi: Gian Paolo Gri, don Romano Michelotti, audio di don Antonio Bellina.
- Extra: Mostra “Ribaltons furlans” di Tonino Cragnolini.

Ai Colonos l’incontro con Gri e Michelotti

