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La dott.ssa Giulia Iob, originaria di Udine, ha aperto il suo studio di Psicologia e Psicoterapia a Udine. Nata nella terra udinese, si è allontanata per più di dieci anni per studiare Psicologia. Ha alle spalle un ottimo curriculum: laureata in Psicologia all’Università di Padova, ha poi conseguito il titolo di Laurea Magistrale all’Università di Torino. Ha collaborato come ricercatrice nell’ambito psicocriminologico e forense (è stata cultrice della materia) con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino e in seguito ha frequentato la Scuola di Psicoterapia Cognitiva del Centro Clinico Crocetta di Torino, svolgendo al contempo attività clinica come specializzanda nell’ambito delle tossico-dipendenze. Dopo la sua lunga esperienza torinese, ha deciso di fare ritorno nella sua terra di origine, dove svolge la sua attività di psicologa e psicoterapeuta.

Adottando un metodo psicoterapeutico multiaccesso con approcci combinati (cognitivo, evoluzionista, costruttivista, narrativo e comportamentale), la dott.ssa Iob si occupa del trattamento di diversi disturbi, come disturbi d’ansia, attacchi di panico, fobie, ipocondria, depressione, abuso di sostanze e altre dipendenze (internet, shopping, gioco d’azzardo e altre), disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi alimentari (anoressia, bulimia e binge eating), disturbi del sonno, mancanza di autostima, difficoltà relazionali (in famiglia, al lavoro, ecc.), gestione dello stress e altri. Abilitata all’esercizio della terapia EMDR (primo livello), la dott.ssa Iob si occupa anche dei disagi legati a eventi traumatici, come lutti, calamità naturali, separazioni, ecc.

La sofferenza è parte integrante della nostra esistenza e tutti noi impariamo in qualche modo a convivere con essa; ci sono però periodi nei quali diventa pervasiva e assume un’intensità tale da compromettere il nostro modo di vivere, impedendoci, fra l’altro, il raggiungimento dei nostri obiettivi. Quando questo accade, il nostro stile di vita frenetico e ambizioso e la paura di guardare dentro noi stessi ci impediscono di cogliere la sofferenza ed elaborarla in modo costruttivo. Sovente, anziché lavorare su noi stessi, preferiamo ricorrere a terapie farmacologiche (ansiolitici, antidepressivi, ecc.), rimedi utili ma non sempre sufficienti, o ignorare le nostre fragilità, le nostre ansie e i nostri dolori, che però, malgrado i nostri sforzi, riemergono e ci fanno soffrire nelle forme più svariate (insonnia, manie, disturbi psico-somatici, attività fisica compulsiva, senso di inadeguatezza, senso di vuoto, ecc.). In questi casi, rivolgersi a uno psicologo significa avere il desiderio di comprendere i propri disagi e voler migliorare la propria qualità di vita.

Di Redazione 1

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