La formazione di Runjaic, la cui panchina non appare però per ora in pericolo, viene travolta dall’agile Lecce, incamerando la quinta sconfitta consecutiva e ritrovandosi al penultimo posto in classifica
UDINESE – LECCE 0 – 3
UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Solet, Alaba (st 1’ Palma), Ebosse (st 18’ Gomez); Vojvoda, Zarraga (st 1’ Piotrowski), Karlstrom, Kamara (st 1’ Arizala); Chakvetadze (st 18’ Zanoli), Ekkelenkamp; Davis. Allenatore: Runjaic.
LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, N’Dri (st 35’ Monteiro), Gabriel, Gallo; Coulibaly (pt 41’ Kaba), N’Gom, Maleh (st 35’ Siebert); Gaspar, Geubbels (st 21’ Esteban), Fatah (st 28’ Pierotti). Allenatore: Di Francesco
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata
RETI: pt 11’ Gaspar, 32’ N’Dri; st 41’ Siebert
NOTE: Angoli 3-2 per il Lecce. Recuperi: 2’ e 3’.
UDINE – Come un no contest pugilistico, il Lecce mette all’angolo senza possibilità di recupero un’Udinese senza idee né nerbo, che avrebbe potuto venire letteralmente sepolta di reti se gli attaccanti giallorossi, in primis Geubbels, non avessero fallito una marea di occasioni in solitudine davanti a Okoye, colpendo anche un palo con Esteban a 5’ dal termine. Per la formazione di Runjaic, che comunque non pare ancora nel giro d’aria, forse anche per mancanza di soluzioni alternative, è la quinta sconfitta consecutiva che vale il penultimo posto in classifica, una fase involutiva che pareva dover avere fine con l’innesto al centro della difesa di un Alaba apparso invece ancora lontano dalla condizione migliore e con la riproposizione di un Davis versione “chi l’ha visto?” in fase offensiva. Ma i bianconeri sin dall’inizio si sono ritrovati in balìa di un Lecce agile che trovava corridoi invitanti da centrocampo in avanti, andando in vantaggio dopo 11’ con un colpo di testa di Gaspar su angolo di Gallo. Perforando senza troppa difficoltà una difesa avversaria che in Solet e Alaba non aveva due colonne insuperabili, la formazione di Di Francesco raddoppiava al 32’ con un’altra testata in mischia, questa volta di N’Dri, fallendo a seguire altre occasioni d’oro con Fatah e Geubbels. Al rientro dal riposo Runjaic proponeva subito Palma in difesa per Alaba, Piotrowski a centrocampo per Zarraga e Arizala sulla fascia sinistra per Kamara e ad andare a segno riusciva al 15’ con Piotrowski in mischia, vedendosi però annullare per fuorigioco la rete dal Var. Ad avvicinarsi più volte al tris era invece il Lecce, che colpiva la base del palo al 40’ con Esteban, chiudendo definitivamente il risultato 1’ dopo con Siebert. La curva nord del “Friuli” per protesta a quel punto si svuotava e fioccavano i cori, che invitavano anche la società a spendere, e i fischi all’indirizzo di una squadra mai così dimessa. Alla fine, mentre Di Francesco gongolava per la spumeggiante prestazione dei suoi, Runjaic si accollava in toto la responsabilità dell’ennesima sconfitta, anche perché in cuor suo consapevole che la sua panchina, almeno per il momento, appare sicura.
Edi Fabris






