L’osservatorio di Cibis: Arrivano i ragazzi terribili di Gasperini – L’Udinese cerca anche un po’ di fortuna

Oltre al resto, gli manca la fortuna, quella che Napoleone riteneva imprescindibile e primo merito per la promozione dei suoi generali. In questa fase Kosta Runjaic non ne ha neppure una presina e il fatto gli preclude anche imprese abbordabili com’era quella di vincere a Parma, da dove l’Udinese rientra con uno 0-0 che interrompe la serie nera delle sei sconfitte di fila ma poco aggiunge alla classifica che resta deficitaria e tanto più allarmante con la prospettiva di affrontare sabato la straripante Roma.

Non è fortunato, Runjaic. Finalmente — come faceva in passato insistendo sull’uomo chiamato cavallo Ehizibue — azzecca la mossa giusta ed equilibra la squadra inserendo Bertola sul corridoio di destra in funzione protettiva, al posto di Vojvoda che tutta la fascia non riesce a farla, si spompa dopo un tempo e perde la lucidità necessaria a tenere compatta la squadra. Bertola ha giocato bene un’ora prima di arrendersi a un problema muscolare, l’ennesimo in una rosa mitragliata da questo tipo di infortuni. Insomma: trovi una soluzione e la malasorte te la brucia.

Non è stato fortunato al Tardini avendo contro i centimetri che hanno vanificato le conclusioni di Zaniolo, Kamara, Davis ed Ekkelenkamp, come pure a trovare un arbitro pilatesco come il ligure Massa che alla mezz’ora, nel momento migliore dei bianconeri, non concede il rigore quando il rude argentino Troilo trattiene vistosamente Davis in area impedendogli il colpo risolutore. E Mazzoleni al Var non batte ciglio.

Meno male che la sorte almeno torna in equilibrio al 23’ della ripresa quando all’ennesimo errore individuale Okoye rimedia parando il rigore di Bernabè con un guizzo sulla sinistra. Ma quel rigore — peraltro discutibile essendo stato Abankwah colpito al gomito da un pallone scagliato a un metro di distanza — non doveva esistere se il portiere all’origine dell’azione non avesse perso banalmente la sfera. E qui apro una parentesi per ribadire una tesi magari impopolare che mette in discussione il portiere nigeriano. Non sono in dubbio le sue potenzialità personali, che ne fanno un possibile campione, quanto la sua funzionalità nel disegno di questa Udinese. Okoye non mi pare connesso e abbastanza autorevole sulle sue zolle, è come recitasse un ruolo a parte o che si trovasse tra quei due pali per caso, prestato al calcio mentre le sue ambizioni vorrebbero volare altrove. Fossi in Runjaic, proverei anche questa, cioè farlo accomodare per qualche tempo in panchina perché si schiarisca le idee, dando fiducia a Mrozek, ventiseienne polacco nel pieno della maturità e caratterialmente intonato alle necessità del momento.

E a proposito di poca fortuna, mentre dopo il pari del Tardini sarebbe stato opportuno affrontare un ostacolo meno arduo per una risalita graduale, ecco che nel prossimo turno l’Udinese dovrà vedersela con i ragazzi terribili di Gasperini che martedì non hanno lasciato scampo al Cagliari. Una Roma in grande salute e per di più agevolata dal giorno in più di riposo che, in un contesto di partite ravvicinate, rappresenta un bel vantaggio. Cosa aspettarsi dall’Udinese? Che i nostri bianconeri, alcuni dei quali apparsi piuttosto sulle gambe (per tutti Karlstrom), acquistino d’incanto brillantezza e forma è auspicabile quanto improbabile. Ci vorrebbe un colpo di genio di Runjaic sul tipo del copione inventato da Di Francesco quando col Lecce è arrivato a Udine facendo saltare il banco. Ma mister Kosta, ahinoi, non è tipo di invenzioni, ha bisogno di tempo, tanto tempo, per elaborare e mettere in pratica. Ma chissà che la necessità, mentre la casa brucia, non gli produca la scintilla illuminante. Per le sorti dell’Udinese e per rendersi ancora degno di guidarla.

Da Redazione 1

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