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Sventagliando la tribuna, le telecamere l’hanno inquadrato un paio di

volte: solo come un cucciolo abbandonato, senza avere accanto un

collega, un dirigente, un amico, magari la morosa se ce l’ha, insomma

qualcuno con cui scambiare due chiacchiere non necessariamente sulla

partita. E invece Lorenzo Lucca – appiedato da un infortunio muscolare

annunciato dopo la disastrosa partita casalinga col Milan – si è

“mostrato” in versione solitaria, distaccata e quasi avulsa dal

contesto, al punto da legittimare la domanda: cosa sta succedendo? Con

chi ce l’ha?

Non entriamo nella sfera personale, sulla quale non abbiamo elementi

che aiutino la riflessione, possiamo parlare invece di un attaccante

di 24 anni che, arrivato ai 10 gol e alla convocazione in Nazionale,

si è come smarrito, entrando in un vortice di involuzione che mette in

discussione i tanti giudizi positivi che erano stati spesi sul suo

conto. Un dato per tutti: siamo a fine aprile, l’ultimo gol su azione

del centravanti di Moncalieri risale al primo febbraio quando al 3’

della ripresa sbloccò la sfida col Venezia al Friuli deviando di piede

un lungo cross di Kamara. Da allora sono passati tre mesi, in mezzo ai

quali sta appunto il decimo gol realizzato a Lecce scippando il rigore

per il quale era stato deputato Thauvin. Dieci gol, la doppia cifra

che battezza la caratura di ogni attaccante.

Cosa sta succedendo a Lucca? è legittimo chiedersi. C’è qualche

incomprensione con il tecnico? Non si sente valorizzato abbastanza?

Non vive bene nel gruppo bianconero? Oppure è in atto un confronto con

la società per via di una cessione non più soltanto ventilata stanti

le richieste che si dice il suo procuratore stia sollecitando per un

trasferimento a fine stagione?

Non è facile da fuori entrare nelle dinamiche che muovono il mondo dei

professionisti, specie in un ambiente particolare com’è quello

dell’Udinese. Dove, a ben guardare, sta emergendo un altro caso.

Riguarda Alexis Sanchez. Il cileno annuncia di essere in condizioni

perfette e rimanda il mancato impiego alle decisioni del tecnico: è

Runjaic che lo esclude, lo stesso Runjaic che ribatte a distanza

rivendicando il diritto di scelta nell’interesse della squadra e –

aggiungiamo noi – dei progetti di valorizzazione suggeriti dalla

società. Herr Kosta gli ha concesso i dieci minuti finali a Torino,

neppure un secondo nel match col Bologna che con lo 0-0 finale ha

bloccato a cinque la gragnuola di sconfitte consecutive. E’ evidente

che Runjaic non lo vede nel proprio progetto, né è disponibile a

concessioni e privilegi sul tipo di quelli che a suo tempo godette

Totò Di Natale, che – potere dei gol! – lavorava a modo suo e con un

proprio staff di fiducia. Così Sanchez, tra infortuni e rinascite e

ricadute, è rimasto una suggestione di fine estate, un vecchio

diamante senza più luce e senza un palcoscenico che a 36 anni lo

faccia sentire ancora giocatore. Peccato, s’immaginava tutt’altra

storia.

E’ tutto da scrivere, invece, il capitolo riguardante il protagonista

del giorno. Perchè non v’è dubbio che sia lui, Keinan Davis, l’uomo

copertina dell’Udinese nella partita col Bologna. Una prestazione,

quella dell’inglese, che riconcilia con il calcio per la classe, la

proprietà tecnica e la personalità che hanno farcito la sua prova. E

con un centravanti così tutta la squadra ha macinato gioco con i giri

giusti e nella direzione giusta sapendo che davanti c’era chi faceva

funzionare la giostra. Ma durerà? Fisico possente ma muscoli di seta,

Davis è un gigante di cristallo. Ammesso che riesca a giocare le

ultime quattro partite, l’Udinese è chiamata a una difficile

valutazione, cioè se fidarsi a confermarlo, a costruirgli la nuova

squadra addosso. Ecco un altro rebus tra gli altri che stanno venendo

al pettine in questo finale di stagione.

Fatto il passettino oltre la quota 40, restano quattro tappe alla

fine. Sabato l’Udinese volerà in Sardegna per incrociare il Cagliari,

che la vittoria a Verona ha messo praticamente al sicuro. Sarebbe

gradito il replay della prestazione offerta contro il Bologna, per poi

incassare tre punti irrinunciabili ospitando il Monza. Rimarrà una

coda sfiziosissima contro Juventus e Fiorentina. Ecco, dopo le cinque

sconfitte consecutive che hanno avvelenato la primavera, inanellare le

ultime cinque partite senza sconfitte darebbe il giusto sapore a tutto

il campionato.

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Da Redazione 1

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