Quando la plastica può diventare una risorsa!

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Udine – Ogni giorno siamo a contatto con le bottiglie di plastica e altri oggetti a base di polimeri come i contenitori perché un sistema semplice e a buon mercato, con l’unico problema che una volta usati verranno smaltiti nei rifiuti. L’intento della mostra è quello di far riflettere i visitatori sull’impatto negativo della plastica sull’ambiente e soprattutto sul mare grazie ad alcune grandi installazioni scenografiche – composte con plastiche monouso e materiali plastici raccolti sulle nostre spiagge – e ai pannelli informativi realizzati con il contributo scientifico di WWF AMP di Miramare.

Da venerdì 7 maggio e fino al 6 giugno, due mostre arricchiranno la proposta di questa importante istituzione culturale del Comune di Udine.

Si è ritenuto che il Museo Etnografico del Friuli fosse la migliore collocazione per accogliere tali esposizioni, solo apparentemente distanti l’una dall’altra: Plastica d’autore. L’ingresso del Design negli oggetti di vita quotidiana, a cura dell’associazione Anthropoi XXI A.P.S., e Plastic-ocene. L’antropizzazione del mare, a cura di Elisabetta Milan, poiché il Museo è “uno specchio in cui una comunità può riconoscersi, leggendo la propria origine, la propria identità, il proprio futuro” (citazione dello studioso francese in ambito etnografico George Henri Rivière).

La natura universale dell’Agenda 2030, adottata dall’Assemblea generale dell’ONU, sollecita tutti a concorrere attivamente – fra i tanti suoi obiettivi – alla conservazione ed all’utilizzo in modo durevole degli oceani, dei mari e delle risorse marine”, dichiara l’Assessore alla Cultura Fabrizio Cigolot, e “le due belle iniziative espositive proposte da Anthropoi XXI e ospitate al Museo Etnografico di Udine, sono perciò di particolare attività e significato”. 

Una consente, infatti, di gettare uno sguardo sulla pervasiva presenza della plastica nella dimensione quotidiana della nostra vita, creando un rapporto che stimola interessanti riflessioni culturali ed identitarie con la tradizionale manifattura degli oggetti e degli utensili del Friuli.

L’altra sollecita direttamente ciascuno di noi a riflettere ed agire, prima che sia troppo tardi, per ridurre l’inquinamento causato dalla plastica ed a gestire e proteggere, in modo consapevole, gli ecosistemi marini e costieri.

Mi è perciò gradito”, continua l’Assessore Cigolot, “formulare il plauso alle curatrici delle esposizioni ed a quanti hanno con loro collaborato, con l’auspicio che tali iniziative possano essere utilmente apprezzate dalla nostra comunità e, soprattutto dalle più giovani generazioni alle quali sono dirette, e le ricompensino anche delle tante difficoltà incontrate nel loro allestimento, in questi travagliati mesi segnati dalla pandemia”

Plastica d’autore. L’ingresso del Design negli oggetti di vita quotidiana si inserisce all’interno del percorso museale permanente in un dialogo contaminante tra gli oggetti di ieri, esposti in Museo, e quelli prodotti negli ultimi 70 anni con questo elemento.

Fino a non moltissimi anni fa i manufatti erano preziosi in quanto rari, pertanto riservati a pochi. Per tutti gli altri il mondo ruotava intorno al “fatto in casa”, quando il riciclaggio era la norma, la durata la più grande delle virtù. Poi sono arrivati gli strumenti prodotti in serie, accessibili ad un numero maggiore di consumatori grazie anche all’impiego del materiale più versatile ed economico di tutti i tempi: la plastica. E’ interessante notare come un oggetto di larga diffusione prodotto in serie possa diventare un oggetto d’arte.

Questi e molti altri i contenuti della mostra temporanea la quale si interseca con quella museale in diversi ambiti: cucina, illuminazione, tempo, giocattoli, sedute e abbigliamento dove oggetti di fama internazionale trovano mostra di sé accanto a prodotti di produzione locale. La notorietà è cosmopolita ma per alcuni di loro la produzione è tutta friulana. Un esempio? L’orologio dell’udinese Solari, “Cifra 3” il cui successo l’ha portato ad essere esposto al MoMA di New York.