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L’anno che verrà

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Sempre difficile cominciare un nuovo anno quando i presupposti sono quelli drammatici: la congiuntura economico- sanitaria può indurci in riflessioni cariche di fiducia?

Io dico di no, ma altresì vorrei ricordare che la nostra Italia e – di più la nostra terra- ha cominciato il nuovo anno in passato con carichi molto più pesanti.  Due esempi, relativamente recenti, il 1946 è cominciato con lo spettro della guerra alle spalle e con un non saldato debito tra parti opposte che hanno alimentato l’odio e dato vita ad una stagione di ricordi e rancori inenarrabili.

Il 1977 è cominciato con un dopo sisma che aveva demolito o danneggiato gravemente un patrimonio edilizio di centomila edifici pubblici e privati.

Erano buoni i presupposti dei due nuovi anni?

Anche il 2021 non ha buoni presupposti ma l’Europa, l’Italia, il Friuli continuano a combattere a crescere e a credere nella rinascita… con l’aiuto di tutti, del Signore in primis, ma anche di noi che facciamo la storia con i limiti, le inadeguatezze e le incertezze di tutti gli esseri umani.

Vito Sutto

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