Kosta Runjaic non è più l’allenatore dell’Udinese. Il comunicato ufficiale della società è arrivato lunedì nel tardo pomeriggio e recita così: “Udinese Calcio comunica di aver sollevato Kosta Runjaic dalla guida tecnica della prima squadra. Le strade del tecnico e dei bianconeri si separano dopo oltre due anni puntellati da obiettivi importanti raggiunti. Il club ringrazia sentitamente Kosta e i suoi collaboratori Malecki e Trukan e augura loro le migliori fortune professionali”.
La guida tecnica dei bianconeri è stata affidata a Paolo Zanetti, 43 anni, veneto di Valdagno, che ha firmato un contratto sino a fine stagione.
La decisione dell’esonero è dunque arrivata, inevitabile dopo l’ennesimo tracollo contro la Roma, se vogliamo procrastinata oltre ogni logica dei risultati che avrebbero consigliato di arrivare alla separazione almeno una quindicina di giorni fa dopo la sciagurata sconfitta interna col Lecce, la quinta consecutiva cui sono seguite quelle col Milan e appunto con la Roma inframezzate dallo stentato pari di Parma. Come dire che Gino Pozzo ha sperato sino all’ultimo di poter salvare il “suo tecnico internazionale” che aveva fortemente voluto ritenendolo l’uomo giusto per guidare il multietnico spogliatoio bianconero. Ma davanti all’evidenza dei fatti, davanti a una striscia di risultati negativi che hanno portato l’Udinese sul fondo della classifica e con la prospettiva di affrontare venerdì il Venezia in una partita già disperata, ha dovuto prendere atto che Runjaic aveva perso il controllo della squadra, era bruciato.
E’ stata una separazione consensuale, nel senso che è stato trovato un accordo economico che libera il tecnico tedesco da ogni vincolo, libero quindi di concorrere, tra l’altro, per la panchina della nazionale polacca nel caso si liberasse il posto ora occupato dal traballante Ct Jan Urban.
Ma perché siamo giunti alla soluzione estrema? Dove ha sbagliato Runjaic? E le colpe sono tutte sue? All’attivo ha la salvezza tranquilla della prima stagione e i 50 punti dello scorso campionato. E proprio quel traguardo ha ingolosito la società che, d’accordo con Kosta, ha pensato di poter alzare l’asticella, di migliorare ancora, di balzare oltre il decimo posto. Per riuscirci l’idea è stata di cambiare pelle, di superare il rassicurante 3-5-2 per varare una squadra più offensiva e per questo, a fronte delle partenze pesanti di Atta e Kristensen, sono arrivati una sfilza di trequartisti da far ruotare due alla volta dietro alla punta Davis o chi per lui. Complici le caratteristiche dei nuovi (Vojvoda, Unai Gomez, Chakvetadze… ), i ripetuti e gravi infortuni, i “tradimenti” di elementi ritenuti sicuri come il portiere Okoye, Runjaic non è riuscito a trovare equilibrio e quadratura. Di suo in negativo ci ha messo la cocciutaggine di proseguire sulla nuova strada anziché fare un passo indietro per ritrovare assetti più rassicuranti. E ancora la scarsa reattività davanti a situazioni impreviste, per tutte la lezione impartita da Di Francesco col suo Lecce.
Ciao Kosta, ti salutiamo così, senza rancore, anche se non abbiamo mai digerito il tuo inglese che ci faceva sentire distanti o sopportati.
In serata, l’Udinese ha ufficializzato il nome del sostituto. Come si sussurrava da giorni, la scelta è caduta su Paolo Zanetti, quarantatreenne veneto già alla guida con alterne fortune di Venezia, Empoli e Verona, il quale apparirà martedì pomeriggio al Bruseschi per dirigere il primo allenamento dei bianconeri in vista della sfida di Venezia. E’ fissata per mercoledì alle 15 la presentazione alla stampa.
Dalle indiscrezioni trapelate, quella di Zanetti non era la prima scelta. Gino Pozzo avrebbe contattato settimane addietro Thiago Motta, ricevendone un educato rifiuto, e poi Roberto D’Aversa (mancato accordo su contratto e staff) e pure lo svizzero-bosniaco Vladimir Petkovic, tecnico con il profilo internazionale prediletto da Pozzo jr. Alla fine sul traguardo bianconero è arrivato con entusiasmo Paolo Zanetti, forse anche perché è stato quello con le minori pretese economiche.
Ecco il comunicato con cui l’Udinese ha ufficializzato l’ingaggio di Zanetti:
“Udinese Calcio è lieta di annunciare di aver affidato a Paolo Zanetti la guida tecnica della prima squadra. Ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027.
Nato a Valdagno, in provincia di Vicenza, il 16 dicembre 1982, Zanetti vanta una carriera da calciatore, durante la quale ha vestito, tra le altre, le maglie di Torino e Atalanta, collezionando anche cinque presenze con la Nazionale Under 21. Appesi gli scarpini al chiodo, ha intrapreso immediatamente la carriera da allenatore, guidando la formazione Berretti della Reggiana a soli 33 anni. Il suo percorso nel calcio professionistico inizia nella stagione 2017/2018 alla guida del Südtirol, con cui ottiene risultati importanti che, dopo due stagioni a Bolzano, gli valgono la chiamata dell’Ascoli in Serie B. La stagione della consacrazione è la 2020/2021, quando conduce il Venezia alla promozione in Serie A, riportando i lagunari nella massima serie dopo 19 anni di assenza. Zanetti resta sulla panchina del Venezia anche nella stagione successiva, prima di trasferirsi all’Empoli, con cui conquista una tranquilla salvezza nell’annata 2022/2023. La sua ultima esperienza in Serie A è quella sulla panchina del Verona, squadra che conduce al quattordicesimo posto nella stagione 2024/2025 e con cui rimane fino al febbraio 2026.
Ora per Paolo Zanetti si apre una nuova sfida: guidare l’Udinese e iniziare un nuovo capitolo della sua carriera in bianconero.
Il nuovo allenatore dirigerà domani pomeriggio la prima seduta di allenamento. La conferenza stampa di presentazione si terrà mercoledì alle ore 15.00.
A mister Zanetti e a tutto il suo gruppo di lavoro va il caloroso benvenuto da parte dell’intero club. Benvenuto a Udine, mister!”.


