L’evento in programma sabato 3 ottobre 2026 ad Aiello del Friuli si configura come un appuntamento di straordinario rilievo storico e culturale per la comunità locale e per l’intera Bassa Friulana. Al centro della manifestazione vi è l’inaugurazione dello stemma “rianimato” dell’Imperial Regio Commissariato Distrettuale, un frammento tangibile del passato asburgico che torna a vivere sulla facciata dell’edificio storico noto oggi come casa Rigotti, affacciato sulla piazza del paese.

Tra il 1814 e il 1838, questo palazzo ha rivestito un ruolo cruciale come sede amministrativa e giudiziaria dell’Impero d’Austria, fungendo da centro di governo e di giustizia per il territorio circostante in nome dell’imperatore. Con il passare del tempo e il succedersi delle epoche, l’antico stemma dipinto sulla parete era stato progressivamente nascosto e sepolto sotto molteplici strati di pittura. Di recente, grazie a un attento lavoro di recupero, sono riemerse le poche tracce superstiti che hanno permesso di restituire alla comunità un’opera dal valore inestimabile. Particolarmente significativo è il fatto che, dei tredici stemmi originariamente presenti nei distretti dell’antica Contea di Gorizia e Gradisca, quello di Aiello sia l’unico a essere stato salvato e rianimato, mentre degli altri non è rimasta alcuna traccia.

La giornata inaugurale prenderà il via alle ore 11:00 presso l’aula scolastica del Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale, con la presentazione di un libro dedicato al barone Michele Formentini, che fu giudice ad Aiello tra il 1831 e il 1834. Seguirà un suggestivo corteo accompagnato dalle note della banda “Refolo” di Trieste che condurrà i partecipanti in piazza, dove alle ore 12:00 si terrà il taglio del nastro alla presenza delle autorità e degli interventi di figure di spicco come lo storico Stefano Perini, il curatore del museo Stefano Cosma e l’autore dell’opera Aurelio Pantanali. Questo evento non rappresenta soltanto la riscoperta di un pregevole manufatto artistico e araldico, ma costituisce un’occasione preziosa per riannodare i fili della memoria collettiva e valorizzare un capitolo fondamentale dell’identità storica friulana.

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