L’osservatorio di Cibis: Tre gol all’Inter! Ma sabato l’Udinese deve farli al Cagliari (e senza subirne)

Nel 5-3 che permette all’Inter di seguire la Roma al comando della classifica (quattro partite a punteggio pieno) c’è un “3” anomalo, rivelatore di un doppio senso, dipende da quale sponda lo si guarda. Da quella interista non può che suscitare allarmi sulla tenuta difensiva dei campioni tricolori in carica, e sull’effettiva caratura del portiere Martinez; dalla sponda Udinese fa strabuzzare gli occhi per una prolificità offensiva piuttosto insolita. Tale, oltretutto, perché nel tabellino dei marcatori non compaiono i primi deputati al gol (Davis si sta segnalando più come uomo-assist; Zaniolo si è visto solo nella prima partita pareggiata col Como prima di finire ai box infortunato) mentre brillano interpreti inaspettati che arrivano da lontano.

Rispetto a un anno fa l’Udinese ha segnato il doppio nelle prime quattro partite: otto reti, con la media di due a partita, una sola realizzata da una punta (di scorta), il giovane Gueye che a San Siro ha bissato il battesimo della serie A dopo la prima marcatura a Cagliari nel maggio scorso. Il resto è firmato da difensori e centrocampisti: due gol a testa Kamara ed Ekkelenkamp, più le firme di Piotrowski, Karlstrom e Abankwah. Cosa vuol dire? Che la squadra sta maturando una nuova mentalità, più offensiva, che la porta a occupare la metà campo avversaria con più uomini e una superiore incisività di manovra. Per adesso questa propensione ha preteso un costo piuttosto alto: vai alla voce “reti incassate” e ne registri 10, anche in questo caso il doppio di quelle subite dopo quattro partite nello scorso campionato.

Ne consegue che Runjaic dovrà lavorare su un doppio binario: mantenere la prolificità offensiva, obiettivo possibile anche con il recupero di Zaniolo spalla ideale di Davis, e lavorare sui meccanismi della fase difensiva e sulla tenuta atletica sulla lunga distanza, a considerare che delle 10 reti incassate l’Udinese ne ha subite ben 7 nella ripresa.

Runjaic riuscirà sicuramente a equilibrare il rendimento dell’Udinese quando potrà disporre della rosa al completo, degli uomini pensati per il suo progetto di gioco e per l’evoluzione che sta avendo il calcio italiano per il nuovo metro arbitrale che favorisce ritmo e velocità. A San Siro la panchina era desolatamente sguarnita. Avesse avuto Solet al posto di Ebosse, propositivo ma poco attento nelle coperture; avesse potuto avvicendare Vojvoda con Zanoli o viceversa; disporre in mezzo dei muscoli e della corsa di Piotrowski in alternativa a Miller; scatenare Zaniolo tra le linee nerazzurre… Ecco, con queste pedine l’Udinese avrebbe potuto opporsi all’Inter con maggiori possibilità di farla franca, anziché squagliarsi alla distanza dopo il promettente avvio premiato dai due gol di vantaggio.

Non può aver lasciato amari in bocca la sconfitta di San Siro, l’Udinese ha fatto quanto ha potuto. Ben altre pretese sono autorizzate per sabato prossimo, quando al Friuli arriverà (ore 15) il Cagliari, a tutt’oggi la squadra rivelazione: ben 9 punti, due vittorie esterne a Parma e a Bergamo, successo casalingo di misura sul Lecce, l’unica sconfitta (0-1) dall’Inter. L’allenatore Pisacane sta compiendo un piccolo prodigio, avendo forgiato una squadra equilibrata, che non segna molto ma subisce pure poco in virtù di un blocco omogeneo che regge per tutti i 90’ e oltre. Il club isolano, dopo la vittoria sull’Atalanta, ha vissuto giorni agitati per il caso-Maldini. L’attaccante, incappato all’alba in un incidente stradale a Milano alla guida della sua Porsche, è stato fermato per guida in stato di ebbrezza, mentre gli esami tossicologici hanno dato esito negativo. Daniel ha così potuto raggiungere l’isola e unirsi ai compagni per la ripresa degli allenamenti. Sarà dunque disponibile per Udine.

Runjaic, dal canto suo, aspetta buone notizie dall’infermeria. Poter contare su Zaniolo e magari pure su Palma, oltre che sul rientro di Zanoli, sarebbe tanta manna per un gruppo che ha soltanto bisogno di completarsi per sprigionare tutto il potenziale di cui è accreditato.

Udinese Inter Miller e Lautaro nella edizione di gennaio 2026 PhotoLife Udine

Da Redazione 1

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