L’osservatorio di Cibis:  Cambi scarsi e benzina esaurita troppo presto Ecco perché l’Udinese è stata rimontata

A formazioni integre l’Udinese non avrebbe perso contro la Lazio e forse avrebbe vinto anziché farsi rimontare nel rush finale. A partire dai malanni che hanno tolto di mezzo Piotrowski e Solet già nel primo tempo, ne sono capitate di tutti i colori lunedì sera a Runjaic per pretendere di farla franca contro un avversario scaltro e tecnico da sempre, al quale Gennaro Gattuso ha completato la dote aggiungendo spirito battagliero e una tenuta fisica davvero invidiabile.

Non hanno retto le mura sbrecciate bianconere, quando c’era da conservare il vantaggio generato da una preziosa combinazione tra Davis e Karlstrom: un vero evento il gol del capitano, tra i pochi a saper dialogare con il centravanti inglese il cui linguaggio è per palati evoluti. Non, ahinoi, per Unai Gomez che zampetta lasciando sempre a metà gli spunti che propone. Non per Bayo, che pure aveva firmato le due reti di Coppa contro il Venezia nella serata di grazia irripetibile per come il pallone l’aveva baciato: il suo è un calcio elementare e a tratti pigro, il che disegna un giocatore difficile da integrare nella manovra collettiva. Ha fregato anche Runjaic che l’ha inserito speranzoso in un apporto che alla fine si è rivelato pressoché nullo.

E qui arriviamo all’opera incompiuta in sede di mercato. L’Udinese ha trattenuto Solet garantendo alla difesa un leader sicuro, e per questo è stata apprezzata. Ma con la settantina di milioni incassati dalle cessioni di Atta, Kristensen, Buksa, Camara e introiti vari (tra cui il saldo per Lucca dal Napoli) doveva completare l’opera portando a Udine un simil Davis magari rozzo e però funzionale allo sviluppo del gioco di Runjaic. Quando esce l’inglese, il crollo della squadra è verticale perché non c’è chi riesca a fare il terminale offensivo in quel modo. Un certo allarme l’ha destato la condizione fisica. Nonostante l’inserimento di uomini freschi, l’Udinese non è più riuscita a tenere i ritmi della Lazio, in tirata sino alla fine. I bianconeri sono andati in difficoltà soprattutto sulla fascia destra e tanto più dopo l’uscita di Abankwah per infortunio pure lui. E da quella parte la Lazio ha affondato, senza che Vojvoda riuscisse a tamponare le incursioni di Zaccagni e di quello stantuffo inesauribile che si è rivelato Nuno Tavares.

Runjaic non si è accorto che Vojvoda aveva il serbatoio vuoto, e perciò andava cambiato, come non l’ha capito Okoye in occasione del secondo gol. Anziché rinviare il pallone, il portiere l’ha appoggiato appena fuori area a Vojvoda che, esausto per il gran correre, l’ha gestito male consegnandolo ai laziali per l’azione che ha portato alla rete di Gudmundsson.

Con questa sconfitta Runjaic perde l’allineamento con i risultati delle sue prime due stagioni bianconere nelle quali aveva raccolto 7 punti nelle tre partite iniziali. Stavolta i punti restano 4, come quelli del Sassuolo, proprio a metà graduatoria, lasciando dietro squadre accreditate come Napoli e Bologna in una classifica che mantiene ancora a zero Venezia, Genoa e Fiorentina (è appena tornato Vanoli al posto dell’esonerato Grosso).

La settimana in corso sarà piuttosto impegnativa sul fronte sanitario in casa bianconera per le verifiche sulle condizioni degli infortunati, di Solet in primo luogo. Che coincidenza: lunedì si va ad affrontare l’Inter a San Siro ed è possibile – con i guai muscolari si va cauti – che manchi proprio il giocatore su cui il club nerazzurro aveva messo gli occhi agli albori del mercato, salvo rinunciarvi adducendo non precisati problemi alle ginocchia. Settimana laboriosa anche per capire le ragioni per cui la squadra si è come squagliata nell’ultimo quarto di gara. Il gruppo va compattato e ricondizionato per reggere l’impatto con i nerazzurri, reduci dal punteggio pieno in campionato e reduci dalla Champions a Madrid. Un anno fa, alla seconda giornata, l’Udinese fece il colpo grosso a San Siro in rimonta. Tutto nel primo tempo: gol di Dumfries, repliche bianconere con Davis su rigore e colpo magico di Atta. Impeccabile poi la ripresa a schermare la reazione interista.

Udinese Lazio 7-9-2026
Udinese Lazio 7-9-2026
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Da Redazione 1

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