La dodicesima edizione de “Le Giornate della Luce” si chiude al Cinema Miotto. Il prestigioso riconoscimento per la miglior fotografia va a Rosi per Sotto le nuvole. Omaggio alla carriera per il maestro Giuseppe Lanci.
SPILIMBERGO – Si è conclusa nel segno della grande estetica cinematografica la dodicesima edizione de Le Giornate della Luce. Nella serata di sabato 13 giugno, il Cinema Miotto di Spilimbergo ha ospitato la cerimonia di premiazione del festival, ideato e diretto da Gloria De Antoni e Donato Guerra, che si conferma punto di riferimento imprescindibile per l’analisi del linguaggio visivo nel cinema italiano.
Il trionfo di Gianfranco Rosi
Il premio principale, il Quarzo di Spilimbergo – Light Award 2026, è stato assegnato a Gianfranco Rosi per la fotografia del film Sotto le nuvole. La giuria tecnica, presieduta dalla regista Roberta Torre, ha premiato la capacità dell’autore di operare una vera e propria “alchimia tra forma e contenuto”. Nelle motivazioni si legge come, nell’opera di Rosi, “la luce non si limiti a fotografare, ma racconti e crei”, trasformando il bianco e nero in un potente strumento di pensiero.
Visibilmente emozionato, Rosi ha rivendicato la sua cifra stilistica solitaria: «Lavoro da solo dietro la macchina da presa, è una necessità. Solo così posso aspettare la luce giusta e far emergere la storia. Per me non esiste separazione tra documentario e finzione: esiste solo lo splendore della realtà».
I premi del pubblico e dei giovani
Il festival ha dato voce anche agli spettatori e alle nuove generazioni. Il Quarzo del Pubblico è andato a Marco Graziaplena per la fotografia di Duse, scelto dagli spettatori attraverso il voto espresso durante le proiezioni. Il Quarzo dei Giovani, attribuito dagli studenti universitari coinvolti nella manifestazione, ha incoronato Paolo Carnera per il lavoro svolto nel film Fuori, elogiato per la capacità di rendere la fotografia “invisibile” nel sostenere le emozioni, ma potente nel creare atmosfere narrative.
L’omaggio alla carriera e l’intensità di Lella Costa
La serata ha vissuto momenti di profonda riflessione civile grazie all’ospite d’onore Lella Costa. L’attrice ha saputo toccare le corde più intime del pubblico leggendo Se domani non torno, la toccante poesia di Cristina Torre Cáceres dedicata alle vittime di femminicidio, e offrendo una rilettura al femminile del celebre incipit dell’Orlando Furioso.
Il festival ha poi tributato il dovuto omaggio alla storia della settima arte conferendo il Quarzo d’Oro alla Carriera a Giuseppe Lanci. Uno dei più raffinati direttori della fotografia del cinema europeo, Lanci è stato celebrato per una carriera leggendaria, costruita collaborando con giganti del calibro di Bellocchio, Moretti e Angelopoulos.
Un evento di sistema
Il successo della kermesse, i cui trofei – vere e proprie opere d’arte in mosaico – sono stati realizzati da Friul Mosaic, riflette il solido lavoro di rete organizzato dall’associazione culturale Il Circolo. Con il sostegno della Regione FVG, della Città di Spilimbergo e di Fondazione Friuli, la manifestazione si conferma una realtà capace di unire l’eccellenza cinematografica alla valorizzazione dell’identità territoriale.





