Si intrecciano una delle ricorrenze civili più importanti dello Stato e una delle solennità religiose più sentite della tradizione cattolica.
Nel 2026, queste due ricorrenze sono vicinissime nel calendario:
- Festa della Repubblica: Martedì 2 giugno 2026.
- Corpus Domini: Domenica 7 giugno 2026 (anche se liturgicamente cade il giovedì precedente, il 4 giugno).
Ecco come si collegano e cosa succede in questo periodo dell’anno:
1. Il significato delle due ricorrenze
- Il 2 giugno (Festa della Repubblica): Celebra la nascita della Repubblica Italiana con il referendum del 1946. È il simbolo dell’unità nazionale, della Costituzione e dei valori civili. Si festeggia con la tradizionale parata militare a Roma, la deposizione della corona all’Altare della Patria e la consegna delle onorificenze (come i Cavalieri) in tutte le prefetture.
- Il Corpus Domini (Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo): È una festa mobile della Chiesa Cattolica che si celebra il giovedì successivo alla festa della Santissima Trinità (o la domenica successiva in Paesi come l’Italia, dove non è più festività civile infrasettimanale). Celebra il mistero dell’Eucaristia.
2. Le tradizioni: Dalle parate militari alle Infiorate
Questo inizio di giugno trasforma le città italiane, unendo cerimonie istituzionali e spettacolari manifestazioni popolari:
- Le Processioni e le Infiorate: La caratteristica principale del Corpus Domini in Italia è la tradizione delle Infiorate. Strade e piazze dei borghi vengono ricoperte da tappeti di petali di fiori colorati che ricreano disegni religiosi e geometrici bellissimi, pronti per il passaggio della processione.
- Il legame temporale: Spesso il fine settimana successivo al 2 giugno diventa l’occasione ideale per i cittadini e i turisti per viaggiare e assistere a questi eventi, unendo il giorno di festa nazionale alle celebrazioni storiche e religiose del territorio.
3. Curiosità storica: Quando il Corpus Domini era festa nazionale
Fino al 1977, il Corpus Domini (che cadeva di giovedì) era a tutti gli effetti un giorno festivo sul calendario civile in Italia, con scuole e uffici chiusi. Venne poi abolito come festività statale (insieme ad altre ricorrenze come l’Epifania – poi ripristinata –, San Giuseppe e l’Ascensione) per aumentare il numero di giorni lavorativi e favorire la produttività del Paese. Da allora, la celebrazione religiosa è stata spostata alla domenica successiva per permettere ai fedeli di partecipare.










