UDINE – Esiste una via friulana al successo sportivo che non costringe a scegliere tra i libri di scuola e il campo da gioco, né impone la fuga precoce verso i grandi club metropolitani. È il messaggio emerso con forza durante il convegno “Campioni a chilometro zero: è ancora possibile?”, ospitato ieri dall’Isis Malignani di Udine.
Davanti a una platea di studenti, quattro eccellenze dello sport regionale hanno condiviso successi, cadute e, soprattutto, la gestione di una quotidianità divisa tra agonismo e formazione accademica.
I protagonisti: dalla Serie A alle piste internazionali
Il panel ha schierato i volti della “meglio gioventù” sportiva del Fvg:
- Beatrice Molinaro: capitana della Cda Talmassons, fresca di promozione in A1 volley.
- Nicolò Katalan: leader della Tinet Prata, appena approdata in SuperLega maschile.
- Nicola Zonta: palleggiatore tolmezzino da anni ai vertici del volley nazionale.
- Filippo Rizzi: talento dell’Atletica Malignani Libertas e semifinalista agli Europei U20 nei 110 ostacoli.
Carriere a confronto: restare o partire?
Il dibattito, moderato da Maria Maddalena Savonitto, ha evidenziato percorsi divergenti. Se per Nicola Zonta il salto nel professionismo è arrivato già in seconda superiore con il trasferimento a Cuneo — una scelta di adattamento forzata anche dalle scarse prospettive offerte dal territorio montano — per gli altri la chiave è stata la territorialità.
Beatrice Molinaro, laureata in Psicologia, ha rivendicato il valore di un percorso “lento” ma solido: “Non ho mai puntato ossessivamente alla Serie A, ci sono arrivata a 24 anni grazie alla testardaggine”. Sulla stessa linea Nicolò Katalan, che ha messo in guardia i coetanei dal mito del ‘tutto e subito’: “Ognuno ha i suoi tempi; le delusioni sono state il carburante per migliorarmi dopo le superiori”.
Curioso il caso di Filippo Rizzi, “scoperto” tra i banchi di scuola dal suo docente di educazione fisica che lo ha convinto a lasciare il judo per l’atletica: “Ho scoperto caratteristiche di velocità che mi hanno permesso di emergere nonostante non sia un gigante”.
Sport e futuro post-agonistico
L’evento, nato dalla collaborazione tra Volleybas Asd e il Dipartimento di Scienze Motorie del Malignani, ha toccato il tema cruciale del “dopo”. In un mondo di discipline spesso non professionistiche, la formazione scolastica non è un ripiego ma una necessità.
La dirigente Maria Elisabetta Giannuzzi, insieme ai docenti Dario Colavizza, Silvia Liani e alla presidente Volleybas Donatella Savonitto, ha ribadito l’obiettivo del progetto “Estate al volo”: dimostrare che l’eccellenza sportiva può e deve camminare di pari passo con la crescita culturale, senza dover necessariamente abbandonare le proprie radici.



