Ma cosa pretendevano gli amici sardi. Che l’Udinese accettasse la non belligeranza per regalare il punto che ancora manca al Cagliari per la salvezza sicura? Che Davis, appena entrato dopo un mese d’assenza e voglioso di testare i suoi muscoli, si placasse anziché cercare l’undicesimo gol stagionale? Per questo l’avete insultato? Vergogna, come se pure il Cagliari non fosse zeppo di giocatori di colore… Valli a capire certi tifosi.
Piuttosto prendetevela coi vostri. Il Cagliari, infatti, è stato superiore all’Udinese per tutto il primo tempo e parte della ripresa senza riuscire a segnare per la feroce opposizione dei bianconeri, sugli scudi con il portiere Okoye tornato a livelli di eccellenza (il rasoterra di Gaetano deviato di piede è un mezzo prodigio), con la barriera che si sono dimostrati il veterano Karlstrom (salvataggio su gol sicuro di Dossena), e i giovani Mlacic e Bertola.
Attorno a Kristensen e Solet, una prova di grande applicazione difensiva, per incassare la seconda partita senza subire gol dopo il 3-3 dell’Olimpico contro la Lazio. Tutto ciò prima di scatenare la vena delle seconde linee diventate protagoniste: all’11’ della ripresa Buksa (terzo gol stagionale) tesaurizza un assist dell’imprendibile Kamara e con un anticipo da vero centravanti d’area manda avanti l’Udinese; e 40 minuti dopo, in pieno recupero, è Gueye, il quale aveva accompagnato le iniziative di Davis già in precedenza, a fiondarsi sull’invito dell’inglese che stavolta, dopo le due opposizioni testa a testa di Caprile, pensa bene di allargare e servire l’accorrente giovane compagno, per la prima volta sul taccuino dei marcatori.
Gueye alla mezz’ora era subentrato a Zaniolo che fin lì aveva combinato poco, se si eccettua un mezzo palo. Non ha preso bene la sostituzione Zaniolo, che si è visto scuotere la testa e mandare lampi dagli occhi. Con chi ce l’aveva? Vogliamo sperare con se stesso, e non con Kosta Runjaic che i cambiamenti li ha proprio indovinati tutti. Ecco, sono questi gli atteggiamenti di Nicolò che infastidiscono e fanno rinviare la certezza della maturità e della disciplina che debbono appartenere a un uomo squadra.
A proposito di Kosta: con naturalezza, senza proclami, Runjaic ha ormai fatto capire al mondo che, come da contratto, sarà ancora lui a guidare l’Udinese nella prossima stagione e che non vede l’ora di sedersi attorno al tavolo con la dirigenza per tracciare le linee della prossima annata, magari alzando un tantino l’asticella delle ambizioni. Un’altra certezza è arrivata in settimana, con capitan Karlstrom che ha firmato per altre due stagioni. Felicissimo, lo svedese, della permanenza in Friuli al servizio di un club e di una tifoseria che lo stimano per serietà e spirito d’appartenenza.
Quota 50 è raggiunta con un corollario di numeri che meritano la sottolineatura: sesto risultato utile nelle ultime sette gare, 14 punti incamerati, 12 gol fatti e solo 4 incassati. Si è proprio capovolto il mondo se riandiamo a un anno fa, quando l’Udinese passava da un rovescio all’altro in un finale di stagione inaccettabile: 4 punti in 10 partite, con la scusa che capitan Thauvin s’era chiamato fuori per infortunio. D’accordo che molti singoli hanno alzato il livello qualitativo, ma è pure evidente che la preparazione e la gestione atletica sono stati ricalibrati secondo un equilibrio evidente proprio in questo finale di stagione. Una coda che dovrebbe permettere all’Udinese di superare quota 50: c’è la Cremonese in arrivo e poi mancherà solo la trasferta di Napoli, al quale provare a fare un altro scherzetto dopo il colpo grosso dell’andata.


