50 anni dal Terremoto del Friuli: il “Grazie” dei Marinai Udinesi

UDINE, 6 maggio 2026 – In occasione della solenne commemorazione del 50° anniversario del sisma che nel 1976 sconvolse il territorio friulano, il Gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (A.N.M.I.) di Udine si è riunito presso il monumento “Ai Marinai” per rendere omaggio alle vittime e celebrare lo spirito di solidarietà che permise la rinascita della regione.


🏛️ La memoria e la gratitudine: “Il Friuli non dimentica”

Il presidente del Gruppo A.N.M.I. di Udine, Giorgio Nigris, ha aperto la cerimonia con un pensiero rivolto ai caduti e a chi subì perdite familiari in quei drammatici istanti. Il discorso ha ribadito con forza il manifesto del popolo friulano: “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, celebrando la volontà di ferro che permise di ricostruire case, fabbriche e chiese sulle macerie lasciate dall’Orcolat.

“Ci troviamo qui oggi per esprimere la nostra gratitudine a coloro che hanno prestato soccorso a persone che avevano perso tutto, ma non la speranza”.


🚢 L’eroismo della Marina: dal COMSUBIN al Battaglione San Marco

Nigris ha ripercorso con precisione storica i momenti frenetici dei soccorsi, sottolineando il ruolo cruciale svolto dai reparti della Marina Militare:

  • L’immediata partenza: Già la sera stessa del terremoto, due autocolonne partirono da La Spezia e Ancona con gli Incursori del COMSUBIN, mentre da Taranto salpava la Nave “Grado” con gli uomini del Battaglione San Marco.
  • L’Ospedale da campo a Buja: Il Gruppo Operativo Incursori e l’Ospedale Militare Marittimo “Bruno Falcomatà” furono destinati all’epicentro del sisma. Il giorno successivo, l’ospedale da campo era già operativo a Buja, garantendo cure a Gemona, Artegna e Osoppo.
  • Oltre l’emergenza medica: Le cucine degli Incursori assicurarono circa 1.200 pasti giornalieri non solo per i pazienti, ma per tutta la popolazione locale rimasta senza mezzi di sussistenza.
  • Prevenzione e supporto logistico: Il 9 maggio, un’autocolonna da Ancona giunse a Gemona con viveri e tende, organizzando inoltre a Codroipo un centro vaccinale militare. Il Battaglione San Marco, sbarcato a Trieste con 320 militari, fornì un ulteriore ospedale da campo completo.

🤝 Un legame indissolubile

L’opera della Marina Militare proseguì per svariati mesi, lasciando un segno indelebile nella comunità friulana. Come sottolineato dal presidente Nigris, l’intervento dei marinai riscosse unanime apprezzamento sia dalla popolazione che dalle istituzioni, creando un legame affettivo che, a distanza di mezzo secolo, rimane più forte che mai.

“La gente friulana rimarrà perennemente grata alla Marina”, ha concluso Nigris davanti al monumento udinese, suggellando una giornata dedicata alla memoria di una rinascita avvenuta “più splendida di prima”.

50 anni dal Terremoto del Friuli: il “Grazie” dei Marinai Udinesi alla Marina Militare
50 anni dal Terremoto del Friuli: il “Grazie” dei Marinai Udinesi alla Marina Militare
50 anni dal Terremoto del Friuli: il "Grazie" dei Marinai Udinesi alla Marina Militare
50 anni dal Terremoto del Friuli: il “Grazie” dei Marinai Udinesi alla Marina Militare

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Da Redazione 1

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