Protezione Civile, al via i lavori per la nuova sede di Udine: sarà intitolata a Giuseppe Zamberletti

Sopralluogo tecnico nell’area sud della città dove sorgerà l’hub operativo del gruppo di volontari più numeroso della regione. Un investimento da 3,7 milioni di euro nel segno della sostenibilità e della memoria storica.

UDINE – Un presidio moderno, tecnologico e profondamente legato alla storia del Friuli. Sono ufficialmente in partenza i lavori per la nuova sede della Protezione Civile di Udine, un’opera attesa che diventerà la base operativa per i 60 volontari del capoluogo. Nella giornata odierna, il sindaco Alberto Felice De Toni, insieme all’assessore regionale Riccardo Riccardi e all’assessore comunale Andrea Zini, ha effettuato un sopralluogo nell’area che ospiterà il cantiere nelle prossime settimane.

Una “Cittadella” tra innovazione e aree verdi

La struttura sorgerà su una superficie complessiva di 12 mila metri quadrati nella zona sud della città, tra via del Partidor e via Marsala. Il progetto si distingue per un forte approccio ecologico: circa 9 mila metri quadri saranno infatti destinati a spazi verdi e mitigazione ambientale.

L’edificio unico ospiterà:

  • Uffici amministrativi e sala riunioni per formazione e organizzazione.
  • Cucina e mensa per il supporto logistico durante le emergenze.
  • Magazzini e ricovero mezzi per attrezzature e veicoli di soccorso.
  • Impianto fotovoltaico all’avanguardia da 20kw/h per l’efficientamento energetico.

Particolare attenzione è stata rivolta alla tutela della roggia limitrofa: l’edificio è stato arretrato di 20 metri dal corso d’acqua e sarà realizzata una zona umida dedicata con un investimento specifico di 300 mila euro.

Il tributo al “Padre” della Protezione Civile

L’intenzione delle istituzioni, espressa in modo bipartisan, è quella di intitolare la sede all’onorevole Giuseppe Zamberletti. La figura di Zamberletti, commissario straordinario per il terremoto del 1976 e primo Ministro della Protezione Civile in Italia, rappresenta il legame ideale tra la tragedia del sisma e il modello di prevenzione d’eccellenza nato proprio in Friuli.

“Questo avvio assume un significato profondo nella settimana in cui il Friuli ricorda il terremoto del 1976”, ha commentato il sindaco De Toni. “Diamo valore concreto a donne e uomini che mettono competenze al servizio della comunità”.

Investimenti e sinergie istituzionali

L’opera ha un costo complessivo di oltre 3,7 milioni di euro. Il piano di finanziamento vede una stretta collaborazione tra enti:

  • 1,2 milioni di euro da contributo regionale (inclusi 600 mila euro dal dipartimento nazionale).
  • 1,3 milioni di euro tramite mutuo contratto dal Comune.
  • 1,2 milioni di euro da fondi propri dell’amministrazione comunale.

L’assessore regionale Riccardi ha sottolineato l’importanza della continuità amministrativa per questo progetto: “Vedere esponenti di diverse amministrazioni portare avanti un’idea senza pregiudizi politici è segno di intelligenza. Oggi celebriamo un volontariato professionale che utilizza tecnologie avanzate, un sistema essenziale per il Paese”.

Da Redazione 1

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