Nel 2026 ricorrono i 100 anni dalla morte di Carlo Marchesetti, figura di grande rilievo per la storia scientifica e culturale di Trieste e della Venezia Giulia.
Per l’occasione il Comune di Trieste, in collaborazione con numerose istituzioni e associazioni, propone, dal 14 marzo al 19 dicembre 2026, un articolato programma di iniziative, tutte gratuite, dedicate alla sua figura e al patrimonio naturale e culturale del territorio.
Il progetto, promosso in particolare dal Museo di Storia Naturale, ha come obiettivo far conoscere al grande pubblico un personaggio ancora oggi poco noto, ma fondamentale per lo sviluppo degli studi naturalistici e archeologici nell’area giuliana, promuovendo al contempo la scoperta di luoghi significativi della città e del suo ambiente naturale: parchi, orti botanici, boschi storici e siti archeologici.
Particolare attenzione è dedicata all’accessibilità e all’inclusione, con attività pensate anche per persone con difficoltà intellettive, oltre che con iniziative rivolte in modo specifico a giovani e famiglie.
Il programma si articola in due filoni:
- una parte in esterno, le conferenze in natura di ”Passeggiando si impara 2026: sulle tracce di Marchesetti per scoprire il territorio”
- una seconda parte intitolata ”Conoscere Marchesetti e il suo tempo: conferenze, approfondimenti, visite alle collezioni e ai depositi dei musei civici” svolta all’interno dei musei civici con conferenze, approfondimenti, visite alle collezioni e ai depositi.
Il programma prevede, inoltre, due appuntamenti particolarmente significativi nell’ambito della ricorrenza:
-1° aprile 2026, conferenze in occasione del centenario della morte di Marchesetti
- 29 novembre 2026, conferenza dedicata ai 180 anni dalla fondazione del Museo Civico di Storia Naturale e ai 130 anni dalla pubblicazione della “Flora di Trieste e de’ suoi dintorni” di Carlo Marchesetti.
La figura di Carlo Marchesetti
Carlo de Marchesetti (1850–1926), nato a Trieste, fu uno scienziato poliedrico, curioso e instancabile viaggiatore, che unì interessi botanici, archeologici e naturalistici, diventando una figura centrale della cultura scientifica dell’Adriatico nord-orientale. Laureato all’Università di Vienna in medicina, sviluppò una solida preparazione naturalistica, principalmente botanica, grazie al suo maestro Muzio de Tommasini, importante botanico e politico del tempo, che si concretizzò con la pubblicazione, nel 1896, del volume “Flora di Trieste e de’ suoi dintorni” e con la costituzione di un vasto erbario regionale.
Dal 1876 al 1921 fu direttore del Museo di Storia Naturale di Trieste, che riorganizzò e ampliò notevolmente. Negli anni svolse importanti ricerche nei castellieri (i cui risultati pubblica nella monografia del 1903 “I castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia”), nelle necropoli protostoriche (come a Santa Lucia di Tolmino/Most na Soči, ora in Slovenia, dove scavò 3.960 tombe i cui corredi sono attualmente conservati al Museo d’Antichità J.J. Winckelmann), nelle Grotte del Carso (a lui si devono i primi scavi nella Grotta Azzurra di Samatorza – è lui che ha così battezzato la cavità -, la scoperta dei primi resti di orso delle caverne in Carso nella Grotta di Gabrovizza da lui ribattezzata Grotta dell’Orso nel 1884, gli scavi nella Caverna Pocala del 1905 riuscendo a montare i due scheletri completi di Orso delle caverne ancora oggi esposti al Museo di Storia Naturale).
Fu in stretto contatto con gli studiosi di tutta Europa, oltre che membro e socio corrispondente di numerose istituzioni museali e scientifiche.
Morirà a Trieste il 1° aprile del 1926.

