UDINE – Nel calcio moderno, dove ogni parola viene pesata e analizzata, il ruolo dell’interprete è diventato cruciale. Lo sanno bene i tifosi dell’Udinese, che hanno imparato ad apprezzare la filosofia diretta e senza fronzoli di Kosta Runjaić. Ma per far sì che il messaggio del mister arrivi forte e chiaro, serve qualcuno che ne sposi non solo la lingua, ma anche il piglio. Quel qualcuno è Ludovico Ricca.
Da Trieste al prato del “Friuli”
Sebbene le origini siano liguri (Savona, classe 1997), la formazione di Ricca passa per una delle eccellenze del nostro territorio: la Scuola Interpreti di Trieste. È lì che Ludovico ha affinato il tedesco e il francese, preparandosi a palcoscenici internazionali. Il passaggio dai libri ai microfoni della Serie A è stato il coronamento di un percorso che unisce il rigore accademico alla passione per il rettangolo verde.
Un interprete con il “vizio” del gol
Ciò che rende Ricca la spalla ideale per Runjaić è la sua conoscenza intrinseca del gioco. Prima di approdare in riva al Cormor, Ludovico ha vissuto il calcio di provincia, giocando in Prima Categoria con la maglia della Letimbro. Questa esperienza sul campo gli permette di tradurre non solo le parole, ma anche il “gergo” e la tensione agonistica che il tecnico tedesco trasmette nelle sue analisi post-partita, diventate ormai un appuntamento imperdibile per la piazza friulana.
“Unire la passione per le lingue e quella per il calcio è un sogno che si avvera”, ha dichiarato il giovane professionista, ormai diventato una presenza fissa e rassicurante al fianco del mister.
In un’Udinese sempre più cosmopolita e proiettata verso il futuro, il “ponte” gettato da Ricca tra la panchina e la città si sta rivelando un elemento chiave per il successo comunicativo di questo nuovo ciclo bianconero.

