L’osservatorio di Cibis: Runjaic non trova le alternative e l’Udinese si pianta sul più bello

Dopo due convincenti vittorie consecutive e nel giorno in cui doveva dire al campionato di aver finalmente recuperato, a distanza di dieci anni, i galloni di immediato rincalzo alle posizioni d’élite, l’Udinese frana miseramente (2-1), regalando al Lecce tre boccate d’ossigeno vitali. In questo modo la squadra bianconera retrocede di brutto nella considerazione generale e nelle convinzioni interne che si stavano consolidando verso una rassicurante dimensione identitaria.

«Ci è mancato un riferimento fondamentale come Davis, ma ciò non giustifica una prestazione del genere» ha commentato alla fine Kosta Runjaic, lui per primo negativamente sorpreso. Letteralmente tradito dai suoi uomini, apparsi slegati e in tutta la partita accreditati di un solo mezzo tiro verso la porta, oltre al rigore procurato da Zemura e trasformato da Solet per il momentaneo pareggio dopo la rete d’apertura letteralmente regalata ai salentini. Un cadeau con due fiocchi, uno confezionato da Solet, che perde palla incaponendosi in un dribbling in area, e l’altro da Karlstrom in versione pattinatore: scivola e lascia il pallone sul dischetto del rigore per la comoda conclusione vincente di Gandelman.

Il mistero si fa sempre più fitto. Perché questi voltafaccia? Precedenti alla mano, resiste l’idea di una squadra che, tutt’ora priva di una consolidata identità mentale prima ancora che tecnica, quindi con una personalità non definita, non riesce a dare la propria impronta alla partita; tende invece a riflettersi negli avversari, a orientare le proprie prestazioni sul nome e sulle caratteristiche della squadra che ha di fronte. Gioca bene e con umiltà con le squadre che giocano bene, e ne sono testimonianza le vittorie su Inter, Atalanta, Napoli e quella recente sulla Roma; gioca male palesando una certa supponenza con gli umili che la mettono sul ritmo, sulla corsa, sul cuore, contro cui non risulta sufficiente la superiorità tecnica dei bianconeri. Ma attenzione: non si tratta di una caratura generalizzata, l’Udinese schiera tre-quattro uomini che possono fare la differenza, ma se l’orchestrazione della manovra, l’azione che può decidere, capita su altri piedi (per dire di Lecce: Ehizibue, Bayo, lo stesso Karlstrom…) ecco che l’ultimo passaggio risulta fuori misura, il triangolo non riesce, l’azione si perde.

Il Lecce ha meritato perché ha cercato di vincere sino alla fine, premiando anche le scelte di Di Francesco. A decidere, infatti, è stato un subentrato, il piccolo zambiano Banda, capace di cavare da un calcio franco dal limite una traiettoria che sorvolata la barriera ha fatto secco Okoye. Un gol beccato da stupidi perché il fallo all’origine poteva essere evitato in partenza.

I 32 punti dell’Udinese restano comunque una garanzia e il tonfo di Lecce può essere benevolmente catalogato come incidente di percorso, a patto che… Signori miei, ricordate cos’è successo nello scorso campionato quando a infortunarsi fu il divino Thauvin? Quattro punti in dieci partite! Ecco, non vorremmo che qualcosa di simile si ripetesse per l’assenza di Davis (cui sommare l’altra condizionante di Zanoli), il vertice del triangolo d’oro bianconero, l’uomo che catalizza la prima uscita e lavora palla per gli inserimenti di esterni e trequartisti. Non c’è in rosa uno che lo possa replicare, anche se Runjaic ha pensato (male) che Bayo potesse surrogarlo sugli stessi concetti di gioco. Neppure Zaniolo, che s’è rivisto in formato ridotto nella mezz’ora finale, ama giocare spalle alla porta. Al tecnico, quindi, non resta che il redivivo Buksa che di quel calcio qualcosa mastica. Speriamo basti per conservare l’impianto tattico; in caso contrario Runjaic sarà chiamato a trovare altri riferimenti e altri spazi in cui far viaggiare la squadra già a partire da domenica prossima quando l’Udinese incrocerà al Friuli il Sassuolo, squadra agile, veloce, pericolosa. Basta ricordare come finì all’andata: l’Udinese perse male, beccò tre gol, incapace di fare argine al tridente di Fabio Grosso.

Da Redazione 1

https://www.facebook.com/udineselife/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *