Loris Menegon, rappresentante del personale in Senato Accademico, lancia un appello alla comunità universitaria: “Nutriamo il lupo bianco della cooperazione per superare la cultura degli orticelli”.
In occasione dell’inaugurazione del 48° anno accademico dell’Università di Udine, l’intervento di Loris Menegon, rappresentante del personale tecnico, amministrativo, bibliotecario ed esperto linguistico (TAB ed EL), ha segnato un momento di profonda riflessione etica e gestionale. Al centro del discorso, un concetto antico quanto attuale: il superamento della competizione individuale a favore di una cooperazione sistemica.
Tra memoria storica e visione futura
Richiamando la celebre prolusione del 2013 del professor Angelo Vianello sulla biochimica dell’evoluzione, Menegon ha sottolineato come la sopravvivenza e il progresso — dalla molecola alla società — non dipendano dalla lotta, ma dalla capacità di collaborare. Attraverso suggestioni visive, il rappresentante ha contrapposto la “fiumana unita” del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo all’isolamento degli operai ritratti da Berengo Gardin, ammonendo sui rischi di una frammentazione interna.
“L’Università di Udine è una,” ha ricordato Menegon, “un solo rettore, un solo direttore generale, un unico datore di lavoro”. Un appello che invita a superare quel retaggio storico di fazioni e castelli in lotta tra loro che ha caratterizzato il Friuli rinascimentale, per approdare a una sinergia reale tra dipartimenti, strutture e singoli.
Le sfide del personale: numeri e dignità
L’intervento non ha eluso le questioni concrete che affliggono il personale amministrativo. Menegon ha evidenziato con franchezza le criticità del settore:
- Sottodimensionamento: Udine registra uno dei rapporti tra personale amministrativo e docenti più bassi del Triveneto.
- Condizioni lavorative: Il richiamo a stipendi fermi, benefit limitati e buoni pasto giudicati irrisori.
- Rappresentanza: Una presenza ancora troppo esigua negli organi di governo come il Senato Accademico.
“Dobbiamo rendere appetibile lavorare all’Università di Udine anche come amministrativi,” ha incalzato Menegon, sollecitando un piano di assunzioni lungimirante che tenga conto dell’elevata età media del personale attuale. La “pari dignità” sancita dallo Statuto tra docenti, studenti e tecnici non deve essere solo un principio sulla carta, ma un impegno quotidiano.
L’Università come ecosistema
Rifiutando l’immagine della “macchina ben oliata” — troppo meccanica e fredda — Menegon ha proposto la metafora del bosco: un ecosistema dove ogni elemento, dal ricercatore al bibliotecario, contribuisce vitalmente alla salute dell’insieme.
In chiusura, una potente metafora etica mutuata dalla saggezza popolare: il conflitto interiore tra il “lupo nero” dell’egoismo e il “lupo bianco” dell’empatia. “Quale lupo prenderà il sopravvento? Quello che nutriamo.” Con l’augurio di un anno accademico all’insegna della solidarietà, la voce del personale TAB ha ribadito che la qualità di un ateneo non si misura solo nei ranking, ma nella capacità di far sentire ogni suo componente parte di un destino comune.

