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Il rappresentante degli studenti chiede inclusività e dialogo

Elizabeth Moretti Rappresentante degli studenti e presidente del Consiglio degli studenti

Ecco il toccante discorso di Elizabeth Moretti Rappresentante degli studenti, presidente del Consiglio degli studenti:

Magnifico Rettore, Direttore Generale, autorità tutte, personale tecnico e amministrativo, personale docente, cara comunità studentesca,

È con grande gioia che oggi ci ritroviamo per inaugurare il 48° anno accademico della nostra Università. Sebbene le attività didattiche e scientifiche siano già iniziate, questo momento rappresenta un passaggio simbolico nella vita della nostra comunità universitaria.

Non vi nego che poter parlare a un tale pubblico è per me una grande emozione e sono onorata di avere la possibilità di rappresentare le oltre 15.000 persone che compongono il corpo studentesco del nostro Ateneo.

In questa occasione, desidero introdurre una riflessione che nasce dal ricordo di un evento storico fondamentale per il nostro territorio. Quest’anno la nostra comunità si prepara a celebrare i 50 anni dal terremoto che, la sera di quel 6 maggio 1976, sconvolse il Friuli. Di questa tragica esperienza non commemoriamo solamente il lutto, la sofferenza e l’incertezza di chi ne è stato testimone, ma rievochiamo l’impegno, la solidarietà e la profonda identità friulana che hanno contribuito al processo di ricostruzione e alla nascita di questa Università.

Il ricordo di quella precarietà induce oggi a una meditazione sul tempo presente e sulle sue complessità. Questo nuovo anno si apre in un contesto globale articolato, caratterizzato da profonde incertezze, tensioni economiche e stringenti sfide ambientali. A ciò si aggiungono le rapide metamorfosi tecnologiche e sociali che stanno ridefinendo molteplici aspetti dell’esistenza, dalla sfera professionale a quella più strettamente personale. È questo lo scenario in cui molti giovani sperimentano un presente incerto, dove le prospettive sfumano lasciando spazio a un diffuso senso di impotenza. Come gruppo studentesco attento al mondo e alle dinamiche che ci circondano, diventa imperativo interrogarsi sul futuro che ci attende.

È in quest’ottica di introspezione e attenzione alle necessità della popolazione studentesca che non possiamo trascurare una questione che ha condizionato il percorso di tanti aspiranti medici nel nostro Paese: il cosiddetto “semestre filtro”. Ancora una volta vogliamo esprimere il nostro dissenso nei confronti di una riforma che, sin dall’inizio, è stata contestata e che, fino alla fine, si è rivelata essere fallimentare. Nonostante l’obiettivo di rendere le modalità di accesso più eque, il tentativo di abolizione del numero chiuso ha comportato un aumento delle iscrizioni presso le università private. Ciò si è tradotto in un aumento delle disuguaglianze, della precarietà e del disagio, a scapito non solo di chi studia, ma anche degli atenei che si sono trovati a dover gestire una complessa organizzazione.

Ciò che più rincresce è la chiusura e lo scherno dimostrati dal Ministero che, contrariamente a ciò che l’Università dovrebbe rappresentare, non ha mai dimostrato un reale ascolto delle parti interessate.

Vogliamo comunque esprimere il nostro apprezzamento nei confronti dell’Università di Udine, riconoscendo l’impegno del personale docente e tecnico-amministrativo, che ha dimostrato disponibilità e attenzione nei confronti della collettività universitaria coinvolta nel semestre filtro. A loro va un sentito ringraziamento.

In questo contesto, l’Università, intesa come luogo di sapere, di incontro e di scambio, è chiamata ad assumere un ruolo di guida nella formazione di giovani cittadini consapevoli, capaci di esprimersi e confrontarsi su temi che incidono significativamente sulla società. È un’istituzione che, pur mantenendo la propria indipendenza, ha la responsabilità di analizzare le complessità della realtà odierna e mettere in atto strategie in grado di dare impulso a un cambiamento positivo a beneficio del contesto territoriale a cui apparteniamo.

La nostra è un’organizzazione che ha il dovere di tutelare il pensiero libero e lo spirito critico, supportando il rispetto, la curiosità, l’inclusività ma, soprattutto, il dialogo. In tal senso, è compito di tutti noi promuovere un senso d’identità che elimini le distanze e rafforzi le connessioni tra tutte le sedi e gli organi appartenenti alla nostra comunità.

Lo scorso anno accademico, per l’Università di Udine, è stato un anno di cambiamenti; cambiamenti che hanno trovato manifestazione nell’elezione del nuovo Rettore e delle nuove rappresentanze studentesche. Sia per chi vive il cambiamento che per chi lo attua, iniziare qualcosa di nuovo a volte può spaventare. Non dobbiamo però dimenticarci che con ogni inizio nascono anche nuove opportunità. Sta a noi cogliere le possibilità che si presentano sul nostro cammino. In questo l’Università ci insegna a essere coraggiosi, educa e sostiene ogni individuo affinché tutti possano esprimere il proprio potenziale. Spero che nel corso di quest’anno accademico tutti i membri del corpo studentesco possano raggiungere i propri obiettivi e affrontare con sicurezza le sfide del domani attraverso il supporto di un’università solida, indipendente e propositiva, permeata da un forte spirito di collaborazione, ma soprattutto dal senso di identità e di resilienza che contraddistinguono la nostra regione.

Con questo auspicio, auguro a tutti noi un buon inizio anno accademico.

Elizabeth Moretti Rappresentante degli studenti e presidente del Consiglio degli studenti
Elizabeth Moretti Rappresentante degli studenti e presidente del Consiglio degli studenti
Gli studenti in rappresentanza dei dipartimenti

Da Redazione 1

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