Un inizio lento un primo quarto chiuso con lo svantaggio di 22 a 25 determina il coraggio per poi rimontare e ritrovarsi alla fine del secondo tempo con un vantaggio di 46 a 38. Il rientro dagli spogliatoi è il momento più delicato per la squadra di casa. Mentre escono dal secondo quarto con 8 punti di vantaggio al rientro scoprono l ‘atteggiamento aggressivo e correzioni tattiche apportate da Reggio Emilia. L’Apu sembra rinunciataria e tende a forzare conclusioni individuali, è evidente come subisce la fisicità avversaria senza rispondere con la stessa intensità. Vengono fischiati falli banali come quello di Christon e Calzavara nati dal ritardo nei movimenti difensivi.
Gestione vs Aggressione
Se l’Apu smette di correre in transizione e inizia a giocare solo a metà campo per consumare il cronometro, non porta a casa i punti che gli altri fanno.
La definizione “rinunciataria” suggerisce una mancanza di determinazione. Quando l’avversario vede che la favorita esita, prende fiducia. Una tripla o un parziale di 5-0 bastano a cambiare l’inerzia emotiva della gara, rendendo il canestro piccolissimo per chi sta subendo la rimonta.
C’è uno scatto di orgoglio ed ecco la squadra bianconera portarsi in vantaggio 82 a 77 a 2’30’ dalla fine. Un totale conquistato con tre azioni portate a termine nella maniera corretta danno uno score di 11 punti per l’Apu. Il palazzo incita ma è Brown e Caupain di Reggio a dare il colpo fatale. Mentre Reggio porta a canestro 13 punti l’Apu ne fa solo 3. Il risultato finale è 85- 90.
GS






