Odorico da Pordenone, un frate precursore dei viaggi in Cina, portò la conoscenza nel ‘300 in una terra lontana tutta da valorizzare.
Odorico fu tra i primi europei a descrivere con accuratezza luoghi come l’Indonesia, il Vietnam e, soprattutto, la città di Lhasa in Tibet, illustrando le usanze religiose locali.
Nel suo libro descrive le usanze antropologiche dei posti ed una fonte preziosissima per dettagli che altri ignoravano; ad esempio, descrive la pratica bendaggio dei piedi delle donne cinesi e le lunghissime unghie degli aristocratici, visti come simboli di status sociale.
Odorico dettò il suo resoconto in latino ad un confratello, Guglielmo di Solagna, mentre era ormai malato e prossimo alla fine dei suoi giorni. Morì a Udine nel 1331 il 14 gennaio e la sua tomba si trova nella chiesa del Carmine ed è ancora oggi meta di pellegrinaggio.
Quest’anno la festa assume un significato particolare perché apre ufficialmente le celebrazioni per l’VIII Centenario della morte di San Francesco (1226-2026).
Ieri, nella Chiesa del Carmine a Udine, si è tenuta la solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo mons. Riccardo Lamba; la chiesa custodisce le spoglie di Odorico in una monumentale arca trecentesca.




