Passaggio del Testimone ad Angelo Montanari
Il Rettore uscente Roberto Pinton conclude il suo mandato con la presentazione del “Rapporto di fine mandato”, intitolato “Decidere per il futuro”. Il documento, illustrato insieme al Prorettore Andrea Cafarelli, è un rendiconto dettagliato delle principali attività svolte, dei risultati raggiunti e delle sfide affrontate assieme a tutta la comunità universitaria prima del passaggio delle consegne al Rettore entrante Angelo Montanari.


«È un atto di “restituzione”, anche al territorio che ci ha sostenuto – ha sottolineato Roberto Pinton –. Un dovere, per riconoscere ciò che la comunità accademica ha vissuto, condividendo progetti, affrontando criticità e lavorando assieme in questi sei anni per raggiungere gli obiettivi prefissati.
«L’impegno – ha spiegato Pinton – è stato affrontato con senso di responsabilità e profondo rispetto per l’istituzione e il suo ruolo, sia a livello locale che nazionale. “A testa alta e a mente aperta” abbiamo salvaguardato l’autonomia del nostro pensiero e delle nostre azioni, disegnando il futuro a partire dai valori fondanti sanciti dallo Statuto della nostra Università: orgoglio e senso di appartenenza, fiducia nelle persone e nelle loro capacità, coraggio e determinazione».
«Dal “Rendiconto”, una sorta di autoanalisi proiettata verso il futuro del nostro Ateneo – ha evidenziato Andrea Cafarelli – emergono quattro pilastri che hanno caratterizzato l’Università di Udine in questi sei anni: quanto realizzato è frutto di una programmazione strategica; la capacità di adattamento della comunità accademica; la forza del dialogo con il territorio, le sue istituzioni, le imprese, con il mondo della istruzione e della formazione; la crescita della nostra comunità interna in termini di gestione, programmazione, di una cultura condivisa della qualità, di un linguaggio comune» ha sottolineato infine Cafarelli.
«Alla fine di questo mandato – ha concluso Pinton –, il passaggio del testimone al professor Angelo Montanari, che guiderà l’Ateneo nei prossimi anni. non può che avvenire con un forte senso di fiducia. Fiducia nel valore delle persone che continueranno a lavorare in questa università, fiducia negli studenti che la vivranno e la animeranno, fiducia nella capacità di trasformare ancora le difficoltà in occasioni. Fiducia nella capacità della comunità di affrontare il futuro “a testa alta e a mente aperta”».
