La Torre è preghiera.
Keihla tifosa del Paris Saint Germain, disegna.
Giornate speciali a Udine per la sfida di Super Coppa tra Paris Saint-Germain e Tottenham del 13 agosto 2025. Nell’emblema del Paris Saint-Germain appare l’immagine della Tour Eiffel: icona mondiale della civiltà della tecnica che Parigi ha diffuso nel Mondo, grazie alle Esposizioni Universali sorte nella Seconda metà dell’Ottocento. La rivoluzione industriale ha cambiato il Mondo: allora la speranza più grande fu che il dialogo commerciale tra le nazioni, il confronto tra scienza, tecnica, belle arti, avrebbe per sempre sostituito le guerre militari con la civile competizione dell’innovazione continua di tecnologie, di brevetti, di nuove macchine industriali. La tecnica, come fosse una singolare arte sportiva e d’ingegno manuale-intellettuale, avrebbe contribuito alla salvezza della civiltà europea, americana, asiatica, portando pace internazionale e al definitivo esaurimento della necessità di guerre tra popoli. La Francia della fine degli Anni Ottanta dell’Ottocento, pur contrastando il potere secolare delle religioni, difende la libertà di credo e aspira con lo sviluppo di un’economia mondiale nuova e rivoluzionaria, a creare pace e prosperità per tutti.
Sin dal primo progetto della Torre, la pura fuzionalità senza rinvii agli stili storici dell’architettura, determina la concezione: la Torre deve celebrare la tecnica, l’arditezza del progetto, una bellezza nuova strutturale, ma senza guardare alle forme del passato; deve anche, nel centenario dalla Rivoluzione Francese, universalizzare gli alti valori di libertà, uguaglianza, fraternità, conquistati: è l’anno 1889 quando Udine, dopo Parigi, è una tra le prime città al Mondo a realizzare l’illuminazione pubblica urbana. L’alto ideale della civiltà della scienza e della tecnica, non rinuncia alla preghiera. Oggi una più profonda interpretazione della straordinaria struttura della Torre Eiffel ci dona un’immagine spirituale probabilmente voluta, ma celata sin dall’origine: l’opera d’arte non si svela mai, ma si rivela, da sempre.
Passare dall’impulso alla guerra a quello della pace, è immediato: dalle antiche falangi armate orizzontali, alle falangi delle mani oranti: dall’orizzontale militare, al lungo sviluppo verticale, è l’incanto a cui assistiamo, osservando i quattro prospetti della Torre, perfettamente simmetrica su tutti i quattro lati. Pensata per essere transitoria nel tempo e nemmeno come una scultura, la splendida tridimensionalità della Torre Eiffel porta a compimento una geniale idea sviluppata solo nel prospetto poi quattro, perfettamente uguali tra loro.
La lunga sequenza verticale delle mani giunte in atto di preghiera dagli avambracci a maggior inclinazione della base, fino alla verticalità delle dita in cima, disegnano il prospetto che offre impulso alla struttura della Torre. La giovane Kaihla, già tifosa a sette anni, del Paris Saint-Germain, a Udine per l’avvenimento sportivo, ha disegnato qui la Torre e con le mani ci svela un arcano durato oltre due secoli e che speriamo provvidenzialmente si offra oggi come icona universale della pace, a cui tutti aneliamo.
Rainer Maria Rilke, poeta immortale a Duino, visse come segretario di Rodin a Parigi, e ricorda spesso nei suoi scritti che l’opera d’arte sopravanza il suo autore. Se ci può apparire singolare e poco probabile che questa concezione della Torre Eiffel sia nata dalla iconografia naturale delle mani umane in preghiera, ora l’interpretazione esiste e forse vi rimarrà nel cuore. Per sempre. Chi mai in passato aveva potuto immaginare, e con quali materiali poi, di realizzare un gigantesco ringraziamento a mani giunte, verso Dio e alto 300 metri? La civiltà della tecnica con la Tour Eiffel, lo ha realizzato e dal passato ci aiuta alla libera Fede.
MC


