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L’osservatorio di Cibis;  Via Cioffi? C’è un’altra strada: chiamare Guidolin ad affiancarlo

Il gol dell'Udinese realizzato da Hasane Kamara nella foto festeggiato da tutta la squadra.

Gli allenatori Liverani e Cioffi a inizio partita.

Richiamare Sottil, che si arrese dopo nove giornate (e 6 punti) avendo contro mezza squadra? Riattivare il canale con Luca Gotti? Bussare alla porta di Leonardo Semplici? Oppure, mantenendo Gabriele Cioffi al suo posto, esiste un’altra via per non rischiare di buttare via, con l’acqua sporca, anche il bimbo? 

Da come la vedo io, per tentare di salvare la baracca servono tre cose da far coincidere. 

1 – Un atto di umiltà, il classico passo indietro, di Gabriele Cioffi. A questo punto dovrebbe essersi reso conto di aver perso la bussola, di non padroneggiare più le situazioni, di aver smarrito la lucidità necessaria per guidare una squadra mal costruita e piena di difetti, è vero, tuttavia non così disastrata da non riuscire a vincere più una partita, neanche contro l’ultima in classifica. 

L’uscita di Ebosele infortunato ed espulso.

Cioffi prigioniero di schemi fissi, ripetuti e immutabili, al punto da non capire l’improponibilità di scelte-boomerang, per tutte quella di mantenere in campo Ebosele che si fa cacciare per l’ennesima scarpata maldestra mentre lui, l’allenatore, sta cincischiando accanto ai due uomini che all’ora di gioco (sempre quella, scadenza immutabile) devono subentrare per il colpo d’ala verso la vittoria. Udinese in 10, tutto il piano va al diavolo e bene è andata che alla fine non si sia perso, con la Salernitana troppo modesta per pretendere alla fine di vincere, ciò che era riuscito a mani basse una settimana prima al Genoa. 

Non stiamo chiedendo ai Pozzo di cacciarlo, né a Cioffi di dimettersi, ma di mettersi a disposizione della società per una soluzione tanto anomala quanto, a mio avviso, produttiva: accettare cioè di essere affiancato da un personaggio che lo aiuti a uscire dal vicolo cieco fornendogli altre chiavi di lettura oltre quella su cui si è incaponito. Garantendo, insomma, l’esperienza che Cioffi non possiede, in particolare nella gestione delle partite, suggerendogli le dritte per correzioni e adattamenti che il tecnico fiorentino non vede o vede in colpevole ritardo. 

2 – Chi debba essere quel personaggio è presto detto. Stiamo pensando a Francesco Guidolin, maestro del 3-5-2 con il quale ha costruito imprese memorabili e tanto più accettabile come tutor per la sensibilità che lo distingue. Non ci sarebbero invasioni, di Cioffi diventerebbe consigliere e amico a esclusivo vantaggio della causa comune. 

Come piano B, ecco il profilo di un’altra vecchia volpe dei campi di serie A: sì, Gigi Delneri, perfetto per diversificare la proposta di gioco anche a partita in corso. Qualche lezioncina sul 4-4-2, di cui il tecnico di Aquileia è stato a lungo profeta, non farebbe certo male. E in aggiunta gioverebbe il ripasso della teoria che quando serve non bisogna vergognarsi a “sgarfare”, a giocare nelle pieghe delle partite con furbizia e mestiere. 

3 – E’ l’ultimo punto della nostra proposta. Ma contiene la premessa per cui andrebbe collocato in testa al discorso. Che cosa ne pensa la società? Pare di capire che dai contatti succedutisi in queste ore tra i Pozzo e i direttori operativi sia maturata l’idea di mantenere Cioffi al suo posto per un altro paio di partite (contro Lazio e Torino), quelle che precedono la sosta di campionato dal 18 al 26 marzo, dopo le quali tirare le somme in vista della trasferta di Sassuolo quando mancheranno nove partite alla fine. 

Davanti a un bilancio ancora deficitario e a una classifica lampeggiante di rosso fuoco la società interverrebbe. Auspichiamo nella maniera che abbiamo suggerito, attivando cioè quel “famoso personaggio” di cui sopra. 

Anche in questo caso ci vorrà un atto di umiltà, che in passato i Pozzo non hanno compiuto nei confronti di Guidolin mandando avanti le seconde linee, respinte perché il tecnico voleva un rapporto diretto alla pari. Insomma, non dovrebbe essere Balzaretti a telefonare a Guidolin, bensì il Paron e Gino in persona. Potrebbero farlo benissimo e ci parrebbe una mossa intelligente anche sotto il profilo comunicativo e d’immagine, un messaggio che la tifoseria accoglierebbe con favore. Idem se l’interpellato fosse Delneri.

Chiudo questo intervento con la sintesi di quanto si è visto sabato in Udinese-Salernitana: due gol bellissimi degni della Champions, due giocatori come Thauvin e Candreva che sfidano gli anni mostrando calcio da prima fila… Il resto? Roba da serie B. 

Sulla scia di una stagione sbagliata già in sede di mercato estivo e quindi sin dalle prime battute di campionato, l’Udinese non riesce proprio a prendere quota e quando mancano undici tappe alla fine dei giochi resta in bilico sullo strapiombo per i soliti limiti, per le solite pecche, per i soliti errori. Andrea Sottil l’aveva annusata sin dalle prime battute di campionato. Dopo la terza partita, quella pareggiata 0-0 col Frosinone, sentenziò: “Ci sarà da lottare fino all’ultima partita”. E così sarà. 

L’esultanza di Bijol per la Zebretta ricevuta a inizio partita. PhotoLIfe Udine
Il gol dell’Udinese realizzato da Hasane Kamara nella foto festeggiato da tutta la squadra.
Il gol dell’Udinese una splendida rovesciata di Hasane Kamara che sorprende i 5 difensori avversari. PhotoLIfe Udine

La sequenza che ha portato all’espulsione di Ebosele
La sequenza che ha portato all’espulsione di Ebosele
La sequenza che ha portato all’espulsione di Ebosele
Mister Gabriele Cioffi nel secondo tempo.

Da Redazione 1

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