Teatro Ert a Cividale Un sogno a Istambul

Teatro Ert a Cividale Un sogno a Istambul
con Paolo Nani | regia Nullo Facchini | produzione Teatro Filodrammatici Liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau, Esercizi di Stile, scritto nel 1947, dove una breve storia è ripetuta 99 volte in altrettanti stili letterari. La Lettera rappresenta un piccolo miracolo di precisione scenica e talento che da più di vent’anni è in tour in tutto il mondo. Il tema è molto semplice: un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino che però sputa, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta, affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. Controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. Tutto qui. La storia de LA LETTERA si ripete 15 volte in altrettante varianti come: all’indietro, con sorprese, volgare, senza mani, horror, cinema muto, circo, e tante altre ancora.

Tra le macerie d’Europa

Maximilian ,ingegnere austriaco a Saraievo incontra Masa…è amore per la sua splendida e inaccessibile bellezza e personalità. Attrazione irreversibile, ma Max torna in patria , la cerca, ma la troverà solo dopo tre anni. Lei è malata  ma l’amore di lui non svanisce .

Dal best seller di Paolo Rumiz -La cotogna di Istambul- ecco questo testo teatrale suggestivo e carico di riletture possibili.

Saraievo luogo d’odio e di guerre mai dimenticate, dall’eccidio di Francesco Ferdinando alla terribile guerra degli anni novanta, si trasforma in luogo d’amore.

Per ricostruire l’Europa dalla sue macerie di un secol breve che fu troppo lungo di incomprensioni e di disamori, di disillusioni e di menzogne, ,ecco sorgere al di  là dei confini, un amore che possiede una dignità sovranazionale.

Il confine inevitabile sarà invece la morte, ma ‘ la malattia non ha fermato la crescita di questo sentimento.

La malattia del novecento non ferma l’Europa al suo processo di amore,noi  continuiamo a inseguire il sogno e l’illusione di un amore che superi Italia, Austria, Bosnia, che arrivi fino a Istambul…questo leggo io nel testo di Rumiz e nella libera interpretazione di Alberto Bassetti che ha coinvolto gli stupendi Maddalena Crippa e Maximilian Nisi, per la regia di Alessio Pizzech.

Produzione La Contrada di Trieste.

Vito Sutto

con Paolo Nani | regia Nullo Facchini | produzione Teatro Filodrammatici Liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau, Esercizi di Stile, scritto nel 1947, dove una breve storia è ripetuta 99 volte in altrettanti stili letterari. La Lettera rappresenta un piccolo miracolo di precisione scenica e talento che da più di vent’anni è in tour in tutto il mondo. Il tema è molto semplice: un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino che però sputa, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta, affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. Controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. Tutto qui. La storia de LA LETTERA si ripete 15 volte in altrettante varianti come: all’indietro, con sorprese, volgare, senza mani, horror, cinema muto, circo, e tante altre ancora.
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