Udine – Nella  sede dell’Università di Udine nell’ Aula Gusmani si è parlato della più importante novità del momento e delle possibili trasformazioni sociali, oltre che delle competenze necessarie per poter razionalizzare l’operatività lavorativa. La relatrice è stata la Professoressa Arianna Bisazza, dell’Università di Groningen (Paesi Bassi),  nata a Vicenza, quindi italiana di origine e dunque consapevole della nostra realtà nazionale, che ha relazionato assieme alla Professoressa Vecchiato dell’Università di Udine. Il tema della conferenza è stato AI E ChatGPT, OPPORTUNITÀ E RISCHI. In due ore i presenti hanno potuto esaminare una notevole quantità di slide che illustrano l’evoluzione della materia e gli influssi su alcune realtà del mondo del  lavoro assieme alla visione delle fakenews nella interpretazioni dei testi quali limiti oggettivi delle macchine.  Il salto evolutivo puo’ essere datato 2022, quando la Generazione del testo con ChatGPT e altri strumenti di Intelligenza Artificiale ha permesso  la creazione di un algoritmo che consente  una risposta automatica attraverso l’AI chatbot’AI.   L’incontro, ha visto un pubblico di esperti, giornalisti, conoscitori delle materie interdisciplinari e docenti di vario indirizzo ,interessati a capire funzioni, ma soprattutto a individuare quali possano essere i rischi connessi alla forte evoluzione sistemica.

L’evento è stato  organizzato dal Laboratorio di Redattologia e Traduttologia dell’Ateneo friulano – nell’ambito del Piano strategico del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società (Dill) – e dal Gruppo degli Indisciplinati, un progetto di collaborazione tra studenti e professori di vari dipartimenti ,volto a sviluppare l’interdisciplinarietà e la condivisione di idee in un’ottica di ecologia integrale. 

«Di recente – spiega Sara Vecchiato, direttrice del Laboratorio – abbiamo osservato che i software basati sull’intelligenza artificiale, così come avvenuto per la traduzione, stanno già avendo un impatto importante nella redazione di testi. Per favorire la conoscenza di queste tecnologie, nei nostri tirocini per gli studenti in Lingue e Mediazione sarà possibile adoperare questi software sotto la supervisione dei docenti del Laboratorio». «Si tratta di novità tecnologiche di cui il funzionamento e le implicazioni non sono ancora molto noti – sottolinea Marina Marcolini, ricercatrice di Letteratura italiana e referente del Gruppo degli Indisciplinati – e che presentano alcuni rischi, per esempio in merito alle discriminazioni sociali, all’impatto ambientale dell’uso energetico e alle frodi testuali».

Gianni Strizzolo

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Di Redazione 1

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