a cura di Rita Mascialino

“Premetto che sono sempre molto ben disposta verso i progressi nel campo delle più sofisticate tecnologie che conferiscono all’immaginazione del futuro dell’umanità la realtà o forse l’illusione della più grande potenza. È quanto sta accadendo a proposito dell’Intelligenza Artificiale, che nella mente dell’uomo non può evitare di associarsi per qualche verso alla più potente magia, questo sempre restando nel regno della fantasia. Ho solo un problema al proposito, che sintetizzo citando un mio Aforisma di tanti anni fa: “L’intelligenza è un mercenario al servizio della personalità”. Dipende appunto dal padrone dell’intelligenza, da che cosa richiede il padrone, la personalità, concetto complesso, ma identificabile nei suoi referenti.  Ci deve essere secondo il mio Aforisma, sintesi di quanto ritengo io nell’ambito dell’intelligenza non artificiale, ma concretamente umana, una personalità o gruppo di personalità a monte anche degli algoritmi, dei programmi dell’Intelligenza Artificiale che da soli non avrebbero esistenza in vita, come si dice, questo sebbene essi appaiano come neutri e più scientifici di qualsiasi individuo in carne ed ossa, ma appunto: bisogna capire chi sia il padrone, chi siano i padroni così che, valutando con la dovuta profondità dell’analisi gli algoritmi dell’A.I., se ne dovrebbe venire a capo con l’intelligenza per così dire in carne ed ossa, vecchia e collaudata in milioni di anni di esperienza della vita su questa Terra – miliardi di anni volendo partire dai più arcaici inizi.  Vaglierò qualche algoritmo dell’A.I. tra l’altro per verificare la validità del mio Aforisma, verità nella quale io, per ora, credo molto, o di cui, più esattamente, sono convinta, ma che abbandonerò immediatamente qualora lo falsificassi attraverso l’A.I. Nel caso, anche se i padroni dell’A.I. potessero essere identificabili, credo che poco cambierebbe per i popoli – anche Robespierre, mio carissimo amico, è stato alla fine ghigliottinato.

Nella bella fotografia di Gianni Strizzolo si vede l’unione della mano in carne ed ossa e della intelligenza corrispondente con la mano tecnologica come simbolo dell’Intelligenza Artificiale. L’atmosfera è molto suggestiva, nei colori, nelle ombre, nella speciale collaborazione di due tipi di uomo nuovo, del futuro, che paiono accordarsi nel loro progresso più avanzato per la conquista di nuovi orizzonti, di nuovi mondi che fino a non molto tempo fa apparivano come fantascientifici, un mondo quello dell’Intelligenza Artificiale di cui l’uomo nuovo non deve avere paura e, nella splendida immagine, non ha. Un arcobaleno anch’esso tecnologico lancia le basi per la nuova alleanza di un uomo e un androide.”

                                                                                                    Rita Mascialino

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Di Redazione 1

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