Udine – 11 settembre 2023 / II puntata

-Domanda di Maria-Cristina Romanello:

“Eccoci nel nuovo Incontro per parlare di Lei, della Sua attività culturale tanto fitta, della Sua personalità interessante, non proprio comune. Comincerei con una domanda sulla Sua attività culturale, di ricerca, che si focalizza sulla semantica linguistica, dei testi letterari, ma non solo, sulla semantica di tutte le arti, di quelle visive in primo piano, quindi sulla semantica dell’immagine. Quando ha iniziato ad interessarsi del significato degli ambiti citati?”

-Risposta di Rita Mascialino:

“A scuola ero molto interessata a capire il significato di quanto studiassi e delle fiabe che mio padre mi regalava ogni anno a Natale, Collane della Scala d’Oro e altre edizioni altrettanto pregiate con immagini di colori preziosi, una meraviglia, avevo una quantità di libri di fiabe di tutto il mondo, piene di mistero ed era questo che mi piaceva in particolare sondare per come potevo nella tenera età, non erano le fiabe di oggi che sono in generale quasi dei videogiochi o telefilm d’azione, generi artistici che non mi appassionano in particolare. Quindi, diciamo, già molto presto, essendo andata a scuola un anno prima del consueto. Ma credo adesso di sorprenderLa. Come è noto, visto che non ne faccio mistero e anzi lo dichiaro sempre per non dare false immagini di me, non voglio illudere nessuno, io non sono credente, tuttavia o proprio per questo mi sono interessata già in giovanissima età, in seconda media e anche prima a dire il vero, al significato dei testi religiosi: Bibbia e Vangeli, ovviamente in traduzione, anche libri di altre religioni. Volevo sapere se dicevano la verità o no, ero già da piccola interessata all’esistenza o meno dell’al di là, sono vissuta per i primi cinque anni di vita in un ambiente, quello dei nonni materni, molto molto religioso, ma appunto volevo sapere se era vero quello che dicevano le Sacre Scritture e pensavo molto a quanto diceva il prete in chiesa, poi appunto mi sono messa a leggere i testi leggerli per capirli. Soprattutto in quell’ambito ho cercato di sapere per il possibile la verità, ecco, la ricerca della verità, per quanto relativa, della parola scritta e orale, questa è stata la base di tutti i miei interessi che sono passati pertanto sempre e inevitabilmente attraverso la semantica in ogni campo che incontrassi.” 

-Domanda di Maria-Cristina Romanello:

“Grazie di questa risposta così interessante. Ancora una domanda: che cos’è nella vita ciò che più Le piace fuori dalla ricerca di capire?”

-Risposta di Rita Mascialino:

“Come ho detto, mi piace cercare e trovare una verità o l’altra, magari nascosta sotto le pieghe del linguaggio, come è sintetizzato in uno dei miei Aforismi ‘Non esiste delitto perfetto nel linguaggio’, mi piace soprattutto vedere che cosa ci sia oltre il cancello e di cancelli ce ne sono tanti nella cultura, nella vita di ogni giorno, sono interessata ad aprirli e vedere che cosa ci sia al loro interno, mi piace appunto ricercare in profondità. Accanto alla semantica letteraria, mi piace da tempi per così dire immemorabili, da piccolissima, indagare la semantica delle immagini, quindi delle arte visive, le illustrazioni nei libri di fiabe, le opere degli artisti. E mi piace immensamente ricercare all’interno della mia personalità, mi piace conoscermi al meglio nelle mie verità prima di salpare le ancore, fuori da ogni compiacimento. Come ho già detto, ho improntato la mia vita a conoscere il mondo e in questo in primis me stessa secondo l’antico detto del nosce te ipsum

-Conclusione di Maria-Cristina Romanello:

“Grazie sempre di più per quanto ha narrato di sé rispondendo alle mie domande, anche da parte dei lettori che immagino interessati! Grazie ancora Professoressa Mascialino!”

“Grazie a Lei, Professoressa Romanello!”

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Di Redazione 1

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