Sabato 10 giugno si terrà a Udine l’assemblea di Federmanager FVG. Si tratta dell’appuntamento più rilevante dell’anno per la nostra associazione. Tratteremo il tema dell’innovazione, non solo tecnologica, ma anche delle relazioni, della cultura manageriale e della gestione dirigenziale delle imprese private industriali. Lo faremo con i cinque vertici dei parchi tecnologici regionali.

Giungiamo a questo appuntamento con positività. L’economica regionale cresce, anche più di quanto previsto nel 2022. Il Pil farà registrare nel 2023 un segno favorevole dello 0,8%. La performance dovrebbe ripetersi nel 2024. Ciò anche in virtù del calo dei prezzi energetici. I dati sono positivi anche per l’occupazione con oltre 520 mila lavoratori attivi mentre il tasso di disoccupazione scende al 5%.

Le aziende assumono in particolare tecnici (anche a livello dirigenziale). Se ciò sia un fatto temporaneo o strutturale è difficile da dirsi, ma il dato è comunque positivo. 

È indubbio che lo scenario internazionale resta complesso, ma il prezzo del petrolio è calato e gli effetti delle politiche monetarie tendenti a voler contenere l’inflazione (che certamente non è dovuta all’aumento dei salari) iniziano a influire sulle liquidità con condizioni finanziarie non più restrittive per le imprese. Bene anche l’export per le imprese industriali regionali. I nostri prodotti sono apprezzati all’estero per qualità, innovazione e costi.

Insomma certe previsioni di FMI, OCSE e altri organismi sono state smentite. L’Italia e il Friuli Venezia Giulia vanno in controtendenza grazie alla resilienza delle imprese e alle volontà di manager e lavoratori. Questo è un bene. 

Le lauree più richieste sono quelle in ingegneria ed economia, ma oltre a queste è necessario possedere inventiva, fantasia, attitudine al problem solving, capacità di relazione, lingue straniere. Ecco allora il ruolo determinante della formazione e dell’aggiornamento professionale costante e coerente. Per questo si chiede un salto di qualità rispetto a passato e presente agli enti formatori al fine di garantire effettiva corrispondenza a ciò che serve a dirigenti e lavoratori, un sapere cooperativo. La rivoluzione digitale in atto premia, poi, le cosiddette competenze “soft” e le abilità cognitive. 

Il ruolo dei manager diventa sempre più fondamentale al fine di costituire e concretizzare la sfida lanciata dal presidente nazionale di Federmanager quando sprona tutti i dirigenti a “essere la spina dorsale del settore produttivo industriale”. 

E in tale ottica all’intera PA viene richiesto di supportare, sostenere, valorizzare, garantire risposte celeri ed efficienti, porsi a fianco delle imprese efficienti con abnegazione non scordando mai che solo un settore industriale all’avanguardia garantisce un operoso benessere a tutti i cittadini.

Daniele Damele

Presidente Federmanager FVG

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Di Redazione 1

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