GIOBBE: IL ROMANZO CHE HA SEGNATO UN’EPOCA, DIVENTA UN RACCONTO A PERDIFIATO NELLO SPETTACOLO DI ROBERTO ANGLISANI SABATO 4 MARZO A AL TEATRO S. GIORGIO PER LA STAGIONE TEATRO CONTATTO DEL CSS

GIOBBE: IL ROMANZO CHE HA SEGNATO UN’EPOCA, DIVENTA UN RACCONTO A PERDIFIATO NELLO SPETTACOLO DI ROBERTO ANGLISANI SABATO 4 MARZO A AL TEATRO S. GIORGIO PER LA STAGIONE TEATRO CONTATTO DEL CSS

«Più di cento anni fa, in Russia, al confine con la Polonia, in un villaggio così piccolo che non è riportato su nessuna mappa, viveva un maestro. Si chiamava Mendel Singer. Era un uomo insignificante. Era devoto al Signore. Insegnava la Bibbia ai bambini, come prima di lui aveva fatto suo padre. Insegnava con molta passione e poco successo. Uno stupido maestro di stupidi bambini: così pensava di lui sua moglie Deborah».

Inizia così Giobbe, storia di un uomo semplice, il racconto teatrale in scena sabato 4 marzo ore 21 al Teatro S. Giorgio di Udine per la stagione Teatro Contatto curata dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG (spettacolo adatto dai 16 anni)Protagonista in scena, l’attore Roberto Anglisani, uno di quei narratori così formidabili da dare voce a un intero mondo di personaggi e a rendere vivida e presente una vicenda che attraversa trent’anni di vita di una famiglia: la famiglia di Mendel Singer, di sua moglie Deborah e dei suoi quattro figli. 

Ma Anglisani non si limita a questo. Sullo sfondo di questa epopea famigliare, il suo spettacolo ci accompagna attraverso la Storia del primo Novecento, in un viaggio dalla Russia all’America, dalla guerra russo giapponese alla prima guerra mondiale e oltre. Del suo protagonista, poi – Mendel, “lo stupido maestro di stupidi bambini, devoto al Signore, e dal Signore – crede lui – abbandonato” –

Anglisani ci racconta l’anima, scendendo nel profondo del suo cuore di uomo.

Giobbe – romanzo perfetto scritto dai Joseph Roth nel 1930– grazie all’interpretazione di Roberto Anglisani e all’adattamento e regia di Francesco Niccolini per la coproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Teatro Franco Parenti, diventa dunque un racconto teatrale tragicomico proprio come la vita, dove si ride e si piange, si prega e si balla, si parte, si arriva e si ritorna, si muore in guerra e si rinasce. Senza giudizio, senza spiegazioni: ma, attraverso lo sguardo mite e sereno di un narratore misterioso e onnisciente, ricco di compassione e accompagnati da un sorriso, lieve, dolcissimo, che spinge tutti i protagonisti di questa storia, lunga quanto una vita, e forse anche un po’ di più.

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