PROGRAMMA LUNEDI’ 25 LUGLIO

Ore 17.30 e 20.30 – One, one, one, danza, Svizzera – Orto delle Orsoline

Due linee parallele a terra e due sedie, una per linea, tanto basta agli artisti di One One One per invadere lo spazio e imbarcare il pubblico in esperienze inaspettate. I danzatori della creazione di Ioannis Mandafounis osservano gli spettatori, li studiano, agiscono, ne traducono le emozioni nei propri corpi e le ridonano ai presenti in forma di danza. In One One One i performer si impadroniscono dei luoghi e li trasformano in un campo di esperimenti e di non-rappresentazione.

Ore 19.30 – Apollon Socragète, musica, Italia – Serbia, prima assoluta – Chiesa di San Francesco

Apollon Socragète nasce dalla volontà di proporre, nello stesso concerto, il Socrate di Satie e l’Apollon Musagète di Stravinskij, negli anni in cui a Parigi, tra il secondo e il terzo decennio del novecento, attorno ai temi dell’antichità greca classica e rimandi mitologici connessi al neoclassicismo, maturarono varie e singolari esperienze artistiche, che produssero numerosi e stimolanti frutti nella contemporanea produzione musicale. La realizzazione del progetto è a cura della classe di Direzione d’Orchestra del Conservatorio G. Tartini di Trieste del M° Marco Angius.

Ore 20.00 – Mittelimmagine: DIEÇ – Il Curtil di Firmine

Un uomo chiude il cassone di un camion e parte. Paesaggi. Un tornante di montagna. Un paese immerso nel verde. L’uomo scende, con il dubbio di essersi perso. Qualche mese prima. La vita dell’uomo scorre tranquilla. Nella comunità Don Alessio e Don Angelo coinvolgono i paesani in un grande progetto: la mostra annuale, con quadri dai maggiori musei europei. La placida quotidianità lascia il posto a una nuova energia imprevista. I giorni mutano e si fanno intensi. Manca poco all’apertura e ora l’uomo trasporta col camion uno dei quadri della mostra. Tutto è pronto.

Ore 22.00 – Rosada!, musica, Italia, prima assoluta – Convitto Nazionale Paolo Diacono

Lo spettacolo ROSADA! (produzione Teatri Stabil Furlan in collaborazione con ARLeF e Mittelfest2022) indaga, attraverso le Poesie a Casarsa di Pier Paolo Pasolini, il nesso tra la parola e la sua necessità di essere tramandata, trascritta, salvata e di ragionare sui confini tra terra e lingua, tra appartenenza e distacco, tra mondo contadino e letteratura. La parola vive perché il Poeta la scrive, e scrivendo la tramanda. La voce dell’attore dà corpo nuovo alla parola e la riporta in vita, trasformandola nuovamente in suono. L’idea nasce dal collettivo Caraboa Teatro, la drammaturgia e la regia sono affidate a Gioia Battista, sul palco con le note di Paolo Fresu, l’interpretazione di Nicola Ciaffoni, il canto di Elsa Martin scopriremo un Pasolini inedito, una lingua che si fa musica e che torna a parlarci in un linguaggio universale.

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Di Redazione 1

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