18052022-Giardino dei ciliegi 2_foto di Alessandro Serra 18052022-Giardino dei ciliegi 3_foto di Alessandro Serra

Udine – È dedicato ad Anton Čechov e ad uno dei suoi più famosi e rappresentati capolavori, Il giardino dei ciliegi, il penultimo appuntamento della stagione di Prosa del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. A proporne la nuova messinscena, in programma da venerdì 20 a domenica 22 maggio, sarà Alessandro Serra, autore, regista, scenografo, costumista e light designer pluripremiato per le sue originalissime produzioni teatrali rappresentate in tutto il mondo.

 

Premio Hystrio alla regia, Premio UBU e Premio Le Maschere del Teatro Italiano come miglior scenografo e miglior spettacolo per il suo Macbettu in lingua sarda, Alessandro Serra si confronta questa volta con la più grande partitura sinfonica per anime mai scritta: una commedia corale, bagnata di lacrime, spietatamente poetica.

 

La vicenda si innesta in una Russia scossa dai primi fermenti sociali destinati a sfociare, qualche anno più tardi, nella Rivoluzione d’ottobre. Tratteggiando i personaggi di Ljuba Ranevskaja e dei suoi familiari, costretti a mettere all’asta la proprietà per pagare un’ipoteca e incapaci di prendere decisioni risolutive, eternamente ancorati come a quei luoghi densi di memoria e affettuosi ricordi – fra questi il giardino dei ciliegi e la stanza dei bambini – la pièce pone l’accento sul declino dell’aristocrazia terriera russa ma più in generale sull’inesorabile passare delle stagioni della vita, soffermandosi sulla sofferenza del mutamento, con i personaggi nella grande casa intenti più a rievocare i ricordi del tempo andato che a trovare concrete soluzioni per il futuro . «Il sentimento che pervade l’opera – racconta Alessandro Serra – non ha a che fare con la nostalgia o i rimpianti ma con qualcosa di indissolubilmente legato all’infanzia, come certi organi misteriosi che possiedono i bambini e che si atrofizzano in età adulta. L’incombere della scure sul giardino provoca un senso di dolore sconosciuto, un risvegliarsi di quegli organi non ancora del tutto spenti nella loro funzione vitale. Un dolore che non ha nome e che solo guardando negli occhi il bambino che siamo stati potrà placarsi».

 

Presentato con successo l’estate scorsa al Čechov International Theatre Festival di Mosca, lo spettacolo è prodotto da Compagnia Orsini, Accademia Perduta Romagna Teatri, Teatro Stabile del Veneto, TPE Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Compagnia Teatropersona, Triennale Teatro dell’Arte di Milano.

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Di Redazione 1

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