Alberto Pez organo - foto

Beppino Delle Vedove - foto

 

Si avvia alla conclusione il ciclo di eventi legato al progetto LookUp, il percorso culturale di riscoperta del patrimonio artistico e religioso transfrontaliero, finanziato dal Programma Italia-Austria VA 2014-2020, che ha esplorato nel corso del progetto l’agiografia dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato e di San Rocco con particolare riguardo al loro radicamento nella cultura popolare cittadina.

Giovedì 3 febbraio alle ORE 20:30 nel Duomo cittadino il Comune di Udine presenta il Concerto di San Biagio, un viaggio narrativo e musicale nelle radici storiche, culturali e religiose della città e del Friuli. La tradizione devozionale verso San Biagio di Sebaste (III/IV secolo) è testimoniata da numerose tracce artistiche presenti in città sin dall’epoca medievale e rinascimentale come statue e tele di pregio. Ad esse fa riferimento la tradizione religiosa popolare legata alla benedizione della gola. In tutto il Friuli oltre un centinaio di opere d’arte documentano questo culto e le feste religiose ad esso collegate, tra cui quella di Udine. In particolare la parrocchia metropolitana di Santa Maria Annunziata custodisce da secoli presso la chiesa di Santa Maria in Castello (dove al Santo era dedicato un altare) e il Museo del Duomo le più significative tra queste testimonianze.

“IN ECHO” – questo è il titolo dell’evento, leggibile allo stesso modo in latino, inglese e tedesco – non è però solo musica. A Monsignor Luciano Nobile, Arciprete della Cattedrale e Vicario Urbano, e ad Angelo Floramo, storico e scrittore friulano, è infatti affidata la narrazione, l’aneddotica, la ricerca delle suggestioni ancora vive nella memoria popolare. La parte musicale è a cura dell’Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani in collaborazione con l’Accademia Organistica Udinese. Le trascrizioni sono di Andrea Nassivera, la direzione di Alessio Venier. Agli organi si alterneranno e dialogheranno Alberto Pez e Beppino Delle Vedove, fornendo al pubblico un’occasione straordinaria per ascoltare i due organi della cattedrale suonare contemporaneamente in un’atmosfera suggestiva e solenne. Il programma orchestrale, interpretato da un organico di ottoni e timpani per un totale di dodici musicisti, spazia dal periodo rinascimentale-barocco, attraversa l’epoca classica e approda al Novecento, in linea con la cronologia, cui fanno riferimento le citate testimonianze artistiche, presenti in città. Il repertorio include brani sia di autori friulani come Giovanni Battista Candotti, che di protagonisti internazionali della storia della musica come Charles-Marie Widor e Richard Strauss

Alberto Pez organo - foto

Di Redazione 1

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