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Fidenza  – Non si scherza più! Tappa letteralmente di montagna oggi, da far sudare anche chi non vuol sudare. La giornata inizia con la visita a Fidenza del santuario della Gran Madre di Dio, dove la mia deformazione professionale prende il sopravvento e non posso non aprire un bell’organo e farmi una suonata, su bene placito del sacrestano. Una buona brioche dal fornaio del paese e via verso Fornovo. La guida cartacea mi prepara ad una tappa difficile e non si smentisce fin da subito. Iniziano prima le colline e poi vere e proprie salite da montagna. Per la prima volta da quando sono partito sono costretto a scendere e a spingere la bicicletta a mano. Non esiste altra marcia nella mia bicicletta che il cambio più piccolo avanti e più grande dietro. Lo stomaco è chiuso e riesco a malapena a mangiare due barrette energetiche per pranzo. Il dislivello è notevole: ci troviamo sulla strada che mi porterà al passo della Cisa, un sogno irrealizzabile in questa calda giornata, ma solo rinviato a domani. Stremato dalla fatica decido di fermarmi a metà montagna, lasciando ad un nuovo giorno la fatica di vetta. Ed è qui che il cammino mi ripaga delle fatiche. Sembra quasi impossibile che più fatichi e più passi una serata indimenticabile. Mi fermo a chiedere dove trovare ospitalità e mi aprono le porte un giovane e una giovane che tengono proprio la loro casa come condivisione coi pellegrini. Non chiedono nulla, un semplice donativo. Ben presto ci troviamo in sette a condividere la loro casa, la casa di Federico e Rossana. La camera la condivido con Renzo, al quale chiedo come mai fa la Via Francigena. Mi risponde che lo fa per ringraziare Dio per i suoi 43 anni di lavoro. Renzo è in pensione dall’anno scorso, ha fatto una vita intera il muratore su impalcature altissime, aggiustato tetti senza alcuna sicurezza, cementato viadotti autostradali, senza mai un graffio, neanche rotta un’unghia! Sente dentro di sé il bisogno di ringraziare il buon Dio per questa grazia, ben sapendo che ha sfidato molte volte la sorte nella sua vita lavorativa. La cena è una condivisione di esperienze personali, ed è preparata magnificamente da Rossana e Federico, che avevano un lavoro sicuro e lo hanno lasciato per dedicarsi a noi pellegrini.
Grazie al cammino che oggi mi ha fatto patire le pene dell’inferno, ma mi ha regalato una serata speciale!

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Di Redazione 1

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