Udine chiama Parigi: prima mondiale a Teatro Contatto

Jérôme Bel, uno dei protagonisti indiscussi della scena internazionale contemporanea, coreografo e regista francese, realizza “a distanza” la performanceDanze per Laura Pante, in prima assoluta per Teatro Contatto Blossoms/Fioriture. 

L’impegno di cooperazione internazionale e l’interesse verso la progettualità dell’artista di Parigi, porta il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia, grazie alla collaborazione con l’Institut français Italia di Roma/ Ambasciata di Francia in Italia e alla Fondazione Nuovi Mecenati – che sostiene ben tre creazioni della Stagione Contatto 2020-2021- e alla Fondazione Friuli, alla realizzazione della nuova produzione italo-francese.

Danze per Laura Pante debutta venerdì 2 ottobre ore 21 al Teatro S. Giorgio di Udine e rimarrà in scena – per 15 repliche – nelle serate del 3, 28, 29, 30 ottobre, 14, 26, 27, 28 novembre, 3, 4, 5 dicembre alle ore 21 e le domeniche 4 ottobre, 15 novembre e 6 dicembre con inizio alle 19.

Frutto di un esperimento nato dalla volontà di Jérôme Bel di impattare il meno possibile sull’ambiente, rinunciando già da anni a spostarsi da Parigi e costruendo le sue performance via Skype, lo spettacolo Danze per Laura Pante è un “inventario di danze” pensato per la stessa performer, co-autrice dell’opera artistica.
La danza si fa racconto, corpo e parola, mette in luce percorsi e esperienze soggettive diverse e sottolinea il ruolo determinante dell’interprete nel processo creativo.

 

“Un anno fa – racconta Jérôme Bel – per motivi di sostenibilità ambientale, io e i miei collaboratori abbiamo smesso di prendere l’aereo. Invece che viaggiare, ho iniziato a contemplare nuove pratiche coreografiche, come il riallestimento di due produzioni della compagnia, The Show Must Go On Gala, con cast e assistenti tutti scelti a livello locale. Desideravo continuare su questa strada e iniziare a scrivere partiture di danza per solisti che fossero di per sé eloquenti, in modo da non dover incontrare direttamente gli interpreti.
E poi, mentre stavo creando le partiture, il Coronavirus ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo, con grande rapidità. Questo progetto è diventato allora ancora più urgente e necessario, proprio mentre i teatri di tutto il mondo chiudevano, uno dopo l’altro. Inviato lo scorso maggio dal CSS, ho realizzato un esperimento coreografico a distanza con e per la danzatrice italiana Laura Pante” conclude il coreografo francese.

Il lavoro di Jérôme Bel è sostenuto da Direction régionale des affaires culturelles d’Ile-de-France e dal Ministero della Cultura Francia.

Con le sue prime creazioni (name given by the author, Jérôme Bel, Shirtology…), ha iniziato ad applicare principi strutturali alla danza per mettere in primo piano gli elementi primari dello spettacolo teatrale.

Il suo interesse si è poi spostato sulla questione del performer come individuo unico e particolare. La serie di ritratti di danzatori (Véronique Doisneau, Cédric Andrieux, Isadora Duncan…) affronta così la danza attraverso la narrazione di chi la pratica. Bel si è anche spesso interrogato su ciò che il teatro può essere in senso politico (The show must go on, Disabled Theater, Gala…).
Nell’offrire il palcoscenico a performer non tradizionali (dilettanti, persone con handicap fisici e mentali, bambini…) ha mostrato una chiara preferenza per la comunità delle differenze, dove il desiderio di danzare prevale sulla coreografia fine a sé stessa, in un processo di emancipazione attraverso l’arte.

Inoltre, la sua ricerca performativa è stata al centro di esposizioni e rassegne in Istituzioni, Musei d’arte contemporanea e Biennali di tutto il mondo, tra cui la Yokohama Triennale, il MoMA di New York, dOCUMENTA (13) / Kassel, Tate Modern di Londra, Centre Pompidou Paris, Malaga e Metz, la Biennale di Lione, la Biennale di Porto Alegre e la Biennale di Tirana, il Palais de Tokyo, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, MABA Buenos Aires, Performa New York e Fondation Bernardo Lisboa.  Laura Pante è una danzatrice, performer e coreografa italiana. Dopo gli studi e anni di lavoro come graphic designer, dal 2010 ha sviluppato la sua pratica di danza in Italia e all’estero con Cristina Kristal Rizzo, Raffaella Giordano, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Yasmine Hugonnet, Giselle Vienne, Xavier Leroy, Marten Spangberg, Meg Stuart e molti altri. Nei suoi primi pezzi (name given by the author, Jérôme Bel, Shirtology…), Jérôme Bel applicava operazioni strutturaliste alla danza per individuare gli elementi primari dello spettacolo teatrale. La neutralizzazione dei criteri formali e la distanza che ha preso dal linguaggio coreografico lo hanno portato a ridurre i suoi pezzi al minimo operativo, tanto meglio per far emergere una lettura critica dell’economia del palcoscenico, e del corpo su di esso. Il suo interesse si è poi spostato dalla danza come pratica scenica alla questione dell’esecutore come individuo particolare. La serie di ritratti di danzatori (Véronique Doisneau, Cédric Andrieux, Isadora Duncan…) affronta la danza attraverso la narrazione di chi la pratica, enfatizza le parole in uno spettacolo di danza e sottolinea la questione della singolarità del palcoscenico. Qui la critica formale e istituzionale assume la forma di una decostruzione attraverso il discorso, in un gesto sovversivo che radicalizza il suo rapporto con la coreografia.Attraverso l’uso della biografia, Jérôme Bel politicizza le sue domande, consapevole della crisi che coinvolge il soggetto nella società contemporanea e delle forme che la sua rappresentazione assume sul palcoscenico. In forma, embrionale in The show must go on si confronta con domande su ciò che il teatro può essere in senso politico – domande che emergono dal Disabled Theater e da Gala in poi. Nell’offrire il palcoscenico a performer non tradizionali (dilettanti, persone con handicap fisici e mentali, bambini…), mostra una preferenza per la comunità delle differenze rispetto al gruppo formattato, e il desiderio di danzare rispetto alla coreografia, e applica debitamente i metodi di un processo di emancipazione attraverso l’arte.

È stato invitato alle biennali d’arte contemporanea e ai musei (Tate Modern, MoMA, Documenta 13, il Louvre…), dove ha realizzato performance e proiettato film. Due di essi, Véronique Doisneau e Shirtology, fanno parte delle collezioni del Musée National d’Art Moderne-Centre Pompidou. Jérôme Bel è regolarmente invitato a tenere conferenze nelle università (Waseda, UCLA, Stanford…). Nel 2013, insieme al coreografo Boris Charmatz, è co-autore di Emails 2009-2010, pubblicato da Les Presses du Réel.

Nel 2005, Jérôme Bel ha ricevuto un Bessie Award per le performance di The show must go on date a New York. Tre anni dopo, con Pichet Klunchun, ha vinto il premio Routes Princesse Margriet Award for Cultural Diversity (Fondazione Culturale Europea) per lo spettacolo Pichet Klunchun and myself. Nel 2013 Disabled Theater è stato scelto per il Theatertreffen di Berlino e ha vinto il premio svizzero “creazione di danza attuale”.

 

Biografia Laura Pante

After receiveing a MA graduation at IUAV-Venice Architecture University with a thesis on science philosophy in which she analyzed the relationship between motor learning system and design practices, she oriented her research to dance praxis. Her visions, insights and practices around drawing, photography, architecture, and her job experience as graphic designer and model are combined into her artistic processes. She is interested in a kind of movement research that involves thought into a gymnastic towards the pursuit of its expansion in time and space in order to initiate a critical reflection and activity around human survival policies.

From 2017 she works as an assitant for the new Master Course on Theatre and Performance Art, at IUAV – Venice Architecture University, where she also gave a workshop on her movement research practice, and she mentors the students’ researches. In this context she worked with the photographer Luca Del Pia giving a performance lecture on her artistic practicies. She likes to introduce people into an expanded thinking practice through both bodily and mental movement. She loves to create confusion, distraction, destruction, deconstruction in order to challenge the language, the coded one we use to take as model for our design processees. She is actually studying different kind of codes of movements from 1920 rhythm gymnastic to contemporary dance and performance to analyse the seductive power of the body and its use and abouse, giving a particular fosus on the totalitarian regimes and the contemporary globalized capitalism body technology.

Since 2019 she is initiating a new way to collaborate with artists and choreograpghers reflecting on the sharing moment as a zone of expanded thinking where she produce vision of the future and the past in order to destabilize and rewrite together the dramaturgy of the narrative at stake. She is following this generative practice within Cristina Rizzo’s new project. In March 2019 she started a collaboration with the visual culture magazine cactusdigitale.comwhere she publishes her insights on the agency of performativity in the work of different dance maker, festivals and artistic practicies.

Coming from a youthful acknowledgement on classical, modern, contemporary dance and gymnastic, since 2010, after her studies and her years of work as a graphic designer, she developed her dance practice in Italy and abroad with: Cristina Rizzo, Raffaella Giordano, Michele Abbondanza and Antonella Bertoni, Claudia Catellucci, Meg Stuart, Xavier Leroy, Marten Spangberg, Giselle Vienne, Yasmine Hugonnet and many more. In January 2014 she received a one-year scholarship from Raffaella Giordano for Sosta Palmizi dance company and in November 2016 she finished the three years learning program on a somatic dance techniques connected to the practice of osteopathic touch, directed by Claude Coldy.

Since 2012 she worked as a dancer and performer for various artists in the fields of theatre, visual art and performance. In July 2019 she attended the two weeks research program “Say yes to the wind” directed by Meg Stuart and Mark Tompkins at studio Burdag in Poland. In August 2018 she danced for Giséle Vienne in the occasion of Biennale Theatre College in Venice. In November 2017 she was invited from Tanztendenz to take part to the “5th International Choreographers’ Atelier” in Munchen. She worked as a performer for Silvia Costa in two of her works titled “Alla Traccia, lode a ciò che è stato rimosso” 2016, and “A sangue freddo” 2015. She performed for the visual and video artist Anna Franceschini in many of her last performances presented in solo and collective art exhibitions in Italy and abroad. From April to May 2017 she worked for Bayerishe Staatsoper of Munich as a dancer in “Tannhauser” directed by Romeo Castellucci, choreography by Cindy Van Acker. In August 2016 she worked in “Ethica – Natura e origine della mente” by Societas/Romeo Castellucci for Venice Biennal of Theatre 2016, she was a performer also in “Giudizio. Possibilità. Essere” by Romeo Castellucci and Societas Raffaello Sanzio and in may 2014 she worked as a solo dancer in “Unheard” a vision of Romeo Castellucci, music by scott Gibbons for Angelica festival, Music Research Center, at Teatro San Leonardo, in Bologna. She was in Biennale Dance College in Venice in 2014, 2015 and 2016 as a dancer in “Bolero effect” directed by Cristina Rizzo, in “Title in process” a excerpt from “Low pieces” by Xavier Le Roy and Scarlet Yu, and in “Unfolding figures” by Yasmine Hugonnet. In August 2014 she worked as a dancer in “Armida” an opera directed by Luca Ronconi c/o Rossini Opera Festival in Pesaro, coreography by Abbondanza – Bertoni dance company.

Since 2015 she presented her choreographic projects: in 2016, her solo project “Untail 2000.16” for “Assemblaggi Provvisori”, produced by la Tenuta dello scompiglio – Vorno, Lucca, in collaboration with Miranda Secondari with whom she is developing “Ex” a performance around gymnastic. In 2015 she won “Choreographic Collision 7” with “Cute” a choreographic project performed by Francesca Antonino and Alessandra Bordino, produced by DanzaVenezia. The project was presented at Teatro comunale di Vicenza, inside the festival “CORPOaCORPO”, at Teatro Goldoni of Venice, at Lugano in Scena, and at MilanOltre festival in Milan.

 

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