Troppe idee bloccano l’esistenza… ?

 

 

La magia della vita va conquistata attimo per attimo dando un senso alle azioni che compiamo. Trasformare il grigiore quotidiano in una realtà ricca ed appagante implica una nuova modalità di vedere il mondo che permette di modificare le nostre esperienze. C’è chi intraprende un viaggio e torna a mani vuote, esattamente come quando era partito, chi invece parte con la consapevolezza che la meta è solo un punto di arrivo ed è il percorso che arricchisce e vale tutto il tragitto compiuto. C’ è chi si innamora una sola volta e chi continuamente, contemplando con occhi sempre diversi le meraviglie che lo circondano. C’è chi nelle difficoltà crea drammi insormontabili e chi vede la possibilità dietro ogni battuta di arresto di maturare una forza nuova ed una maggiore consapevolezza.  C’è chi sfiora la vita per paura di esserne travolto e chi la morde a denti stretti assaporando ogni istante, consapevole che è l’unica che possiede. 

Su queste note l’artista Christian Costa ha creato il suo avvincente romanzo, un racconto che descrive l’interiorità dell’essere umano dove paure , sogni, emozioni si alternano attraverso le vicissitudini dei personaggi messi in scena con estrema maestria in un continuum narrativo carico di tensione ed impeccabile nell’attenzione ai particolari che incitano il lettore ad argute riflessioni e a sviluppare un senso critico sull’animo umano e sulla società che lo circonda.

Il personaggio cardine del romanzo un giorno prende l’ardua decisione di partire portando con sé il suo piccolo esile fardello di conoscenze ed esperienze per aprirsi al nuovo ed alla vita, alimentato dal desiderio bruciante di realizzare un sogno che vale l’esistenza. Questo individuo può sembrare un folle a chi lo circonda, può apparire imprudente ed avventato a chi è intrappolato malinconicamente in un momento temporale che non esiste e non è focalizzato sull’attimo presente nel quale la vita si manifesta. Coraggioso e temerario è invece colui che un giorno compie la scelta di abbandonare i vecchi abiti di una vita tranquilla ma povera per aprirsi alle turbolenze di territori sconosciuti e confini mai valicati. 

La responsabilità di ogni uomo consiste nel realizzare il proprio destino offrendo al mondo il dono prezioso ed unico delle proprie capacità innate che lo rendono riconoscibile e differente da qualsiasi altro essere umano. Queste capacità vanno però individuate e non confuse con le aspettative del collettivo. Il processo di individualizzazione avviene quando accogliamo la voce interiore che sgorga dai nascondigli profondi dell’anima per indirizzarci in una specifica direzione alla quale spesso però non prestiamo attenzione. Quella voce è la nostra guida che, come la stella per i marinai, ci traghetta verso il sentiero dell’autoaffermazione che solo noi possiamo percorrere, ci rianima e scuote dal sonno delle abitudini mediocri ed omologate che spingono ad adattarci alla ripetizione di un unico copione comportamentale, emarginando le differenze individuali e conformandoci alle necessità del pensiero unico dominante che silenzia l’autenticità dei nostri desideri.

Gli eroi di un tempo erano dei conquistatori, forti, sicuri di sé stessi, determinati e fedeli al proprio obiettivo, spinti dalla bramosia di invadere terre ignote, di specchiarsi in nuovi volti, avidi di conoscere il mondo circostante. Così anche l’uomo moderno deve sfoderare la propria spada alla ricerca di sé stesso e solcare terreni mai calpestati, abbandonando la zona di comfort tanto rassicurante quanto deleteria per l’acquisizione di nuove potenzialità ed aspirazioni alla quale si è assoggettato, al fine di abbracciare la spinta creativa generatrice di vivaci e variegati istanti che nutrono di linfa vitale l’esistenza.

La sfida che ogni uomo deve affrontare per essere tale è navigare nel mare della vita da protagonista e non da controfigura, entrare in contatto con la propria parte selvaggia e istintiva superando la paura dell’ignoto che ripudia ogni forma di rinnovamento, in quanto deve misurarsi con parti scisse inconsce che minano certezze ed abitudini obsolete collaudate da tempo, per compenetrarsi empaticamente con la natura che lo circonda ed è parte di lui , entrando in sinergia con le sue leggi imprevedibili, talvolta dolci ed avvolgenti, altre glaciali e burrascose, per poter progredire e volgere lo sguardo ai problemi in modo differente, da altre angolazioni e scoprire il vero valore della bellezza che corrisponde alla forza del carattere e ad un modo unico di essere che si estranea dal giudizio altrui e non si sottomette a nessuno. 

Per avere il controllo del proprio timone, è necessario liberarsi dagli artificiosi orpelli di relazioni tossiche che generano sofferenza, da professioni inappaganti, da amicizie fittizie che inquinano la vita e non ci appartengono. Dobbiamo impegnarci a concretizzare i nostri talenti, avere fede nelle nostre capacità ed essere disposti ad affrontare anche i sacrifici più impegnativi, perfino quando in alcuni momenti potranno apparire vani, mantenendo ben focalizzato l’obiettivo da raggiungere e allora i frutti certamente non tarderanno ad arrivare.

L’autoconoscenza e la realizzazione delle proprie inclinazioni richiedono un lungo interminabile viaggio, i cui pit-stop sono necessari anche se spesso drastici ed improvvisi per migliorare la propria direzione e ripartire maggiormente arricchiti sul quel palcoscenico meraviglioso chiamato vita. 

Di Lara Franciosi

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